Un tema più che mai urgente in un quotidiano a varie latitudini segnato da violenze e conflitti, un valore fondante, sentito, condiviso, su cui ora lo sguardo si poserà ogni giorno, ricordandone ogni giorno l’importanza. È stato inaugurato giovedì mattina, a Botticino, alla presenza di istituzioni, rappresentanti delle realtà scolastiche del territorio e Alpini di Sera, il murale «La pace sui muri», realizzato da studentesse e studenti dell’Accademia di belle arti Santa Giulia per la Fondazione Scuola Don Orione, sulle pareti esterne di quest’ultima.
Oltre il cancello
L’opera che, tra simboli e colori, si sviluppa appena varcato il cancello del lato nord dell’istituto, è stata tracciata e resa concreta dagli iscritti al secondo anno del corso di Decorazione dell’Accademia, e ha preso vita mediante un percorso partecipato e condiviso con alunne e alunni di seconda della secondaria di primo grado del Don Orione.

«Ogni anno - ha spiegato la coordinatrice didattica del Don Orione Roberta Sanzeni - dedichiamo la progettazione didattica a un tema, in questo caso abbiamo scelto la pace, e abbiamo scelto di metterla sui muri perché duri di più, e ogni giorno ciascuno di noi possa dargli uno sguardo. Essa va condivisa, ed è stato davvero bello vedere all’opera i ragazzi dell’Accademia e nostri piccoli scrutarli e colloquiare con loro».
L’intervento decorativo si è concretizzato tenendo conto tanto delle proposte dei primi, quanto delle indicazioni dei secondi, in coerenza con l’identità dell’Istituto. «La collaborazione è stata molto positiva - ha spiegato Sara Zugni, vicedirettrice dell’Accademia - costituendo un’esperienza in esterna importantissima e significativa per i nostri allievi».
Tutti insieme
«Confrontandosi con una committenza reale – ha fatto eco la professoressa Sara Bodei, che ha coordinato il tutto – i ragazzi hanno lavorato sulla parete, per la prima volta tutti insieme, seguendo tutte le fasi dell’intervento, e hanno così vissuto un’esperienza concreta arricchita anche dell’incontro con i più piccoli». Fattore che, per ammissione di chi ha vissuto la cosa in prima persona, ha reso il risultato ancor più emozionante.
«Ringrazio tutti per la sensibilità dimostrata – ha poi chiosato Silvia Bonometti, insegnante del Don Orione – e per la rete nata. È stato bello vedere l’elaborato prendere vita sui muri, con l’arte che si è confermata ponte tra persone e generazioni».



