L’ipotetica ricollocazione del Bigio in piazza Vittoria a Brescia continua ad alimentare il dibattito politico, soprattutto dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi che chiede il riposizionamento della statua nel luogo in cui lo collocò il regime fascista, arrivando ad evocare nella figura del soprintendente un commissario incaricato a tal fine.
A queste esternazioni arriva oggi la replica di una corposa lista di realtà bresciane che si identificano nei valori democratici e antifascisti. Si tratta di Al Lavoro con Brescia, Brescia attiva, Brescia green, Brescia in Azione - Segreteria cittadina, Gruppo +Europa Brescia, Lista Laura Castelletti Sindaco, PD Città di Brescia, Possibile Brescia, Radicali italiani, Sinistra italiana Circolo cittadino, Italia viva Brescia che, unite, sottoscrivono una nota di replica.
E ancora: "il suo legame con il fascismo era ed è indiscutibile, piaccia o no è innegabile". Concordiamo con lo Sgarbi del 2013 mentre avversiamo quello del 2023. Come partiti democratici ed antifascisti rispettiamo e ci atteniamo a quanto deliberato dal Consiglio comunale di Brescia nell'ottobre del 1945, a pochi mesi dalla Liberazione.
Rimuovere quella statua, insieme ai fasci littori e al bassorilievo di Mussolini a cavallo dalla torre dell'orologio fu una scelta precisa e un atto politico dalla forte valenza storica. E la storia va rispettata. In una città medaglia d'argento alla Resistenza, duramente colpita dal terrorismo neofascista, non possono trovare spazio operazioni di revisionismo storico mascherate dietro il paravento della coerenza architettonica. L'"era fascista" non può e non deve tornare in Piazza della Vittoria».News in 5 minuti
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