Bigio sì, Bigio no, Bigio X. Riportare la statua intitolata all’Era fascista in piazza Vittoria oppure no: è questo il dilemma, diventato per Brescia ormai un intramontabile tormentone, che torna ad animare il dibattito politico-amministrativo estivo. A rimettere il dossier sul tavolo del Consiglio comunale è il centrodestra, per voce della Civica di Fabio Rolfi che - in vista del Consiglio comunale di lunedì 24 - ha presentato un ordine del giorno per la ricollocazione della scultura, sulla scia di un percorso «accompagnato» da una Commissione di esperti.
Il marmoreo maschio della discordia è senza dubbio il più chiacchierato di sempre: del suo destino si discute concretamente ormai da quattro legislature, tra altolà e tifoserie (c’è stato chi, su Facebook, ha creato la pagina «Bigio libero», chi ha avviato una petizione e chi ha proposto un referendum). Nel mezzo, il colosso del Dazzi si è sgranchito le gambe nel 2011, durante il restauro, per essere poi rinchiuso nuovamente nel magazzino di via Rose «in attesa di giudizio», dove ancora riposa, sdraiato sulla sua storia. Nel 2017, non senza polemiche, è stato detronizzato: a occupare quello che doveva essere il suo basamento, infatti, è la Stele firmata da Mimmo Paladino.




