La statua è nuda. Ma la contrapposizione tra chi la vede ancora vestita di abiti ideologici e chi no non potrebbe essere più netta. Il colosso del Dazzi, conosciuto da tutti come «Bigio», è tornato a fare discutere in città. Il centrodestra, per voce della Civica di Fabio Rolfi, ha presentato in vista del Consiglio comunale del 24 luglio un ordine del giorno per la ricollocazione della statua in piazza Vittoria. Ma già in queste ore si scatenano le polemiche tra le forze politiche che siedono in aula.
Dopo la presa di posizione della sindaca Castelletti, secondo cui l’operazione rischia di essere divisiva, arriva la replica di Mattia Margaroli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Loggia: «L’arte è arte, non le va dato un valore politico che non ha. Il Bigio, così come l’Arengario, le Poste, o la piazza stessa, rappresenta semplicemente un’epoca. A Roma nessuno si è mai sognato di dire "abbattiamo il quartiere dell’Eur" solo perché è testimonianza dell’epoca fascista. E allora io dico: se un’opera è bella, perché non ricollocarla al suo posto originario? Potrebbe diventare motivo di vanto per la nostra città. Il mio invito è di levare le barricate politico-ideologiche, anche perché non esiste alcuna ondata di neofascismo».




