Alcuni Comuni bresciani sono favorevoli a rottamare le cartelle esattoriali

Ore di intense discussioni nei Comuni: Brescia, Chiari e Desenzano propendono per la «pace fiscale»
Diversi comuni stanno pensando di rinunciare a riscuotere le cartelle esattoriali - Foto © www.giornaledibrescia.it
Diversi comuni stanno pensando di rinunciare a riscuotere le cartelle esattoriali - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Nei municipi sono ore di intense discussioni, confronti, faccia a faccia tra amministratori e dirigenti. La deadline del 31 gennaio è vicina e occorre prendere una decisione: rottamare le cartelle esattoriali o no? Questo è il dilemma. Nei Comuni più popolosi del Bresciano la tendenza generale sembra essere quella della «pace fiscale», il condono automatico che prevede l’annullamento dei debiti relativi al capitale, agli interessi e agli eventuali altri debiti residui derivanti dalle precedenti rottamazioni per chi tra il 2000 e il 2015 ha ricevuto cartelle, multe e sanzioni fino a mille euro. E se Milano e Roma hanno detto no allo stralcio delle cartelle, Brescia sta per dire sì.

La Loggia dovrebbe infatti aderire al procedimento messo a punto dal governo, semplicemente evitando di emettere apposita delibera entro il 31 gennaio, come conferma l’assessore al Bilancio Diletta Scaglia: «Al momento siamo orientati verso questa decisione». E vista la scadenza imminente la decisione può dirsi quasi certa (salvo ripensamenti in extremis). «Non ci saranno impatti nel Bilancio - precisa però Scaglia - perché il Comune aveva già gestito i residui internamente». Dall’area Risorse finanziarie della Loggia fanno infatti sapere di aver già stralciato dal conto del Bilancio i residui di quegli esercizi «potenzialmente interessati dalla manovra in oggetto, pertanto non vi saranno ulteriori cancellazioni».

In provincia

Non solo il capoluogo, però. Anche alcuni dei più grandi Comuni bresciani si apprestano a usufruire di una norma che vuole cancellare sanzioni e interessi (anche) per consentire di incassare i soldi delle multe mai pagate. A Desenzano, che con quasi 29mila abitanti e un flusso di milioni di presenze l’anno è particolarmente coinvolto dal condono, il sindaco Guido Malinverno ha deciso di dire «sì» alla rottamazione: «Con le ingiunzioni troviamo enormi difficoltà nel riuscire a far pagare chi non lo ha mai fatto. In molti casi ci troviamo persino di fronte a multe intestate a persone ormai decedute». Secondo una stima elaborata dagli uffici del Comune, con la rottamazione Desenzano perderebbe così circa 40mila euro. «Una cifra quasi irrisoria, perché anche l’ingiunzione ha dei costi forse persino analoghi. E poi con quale possibilità di successo?» In sostanza, il gioco non varrebbe la candela.

Chi è della stessa opinione per la sua Chiari (oltre 19mila abitanti) è Massimo Vizzardi. Il sindaco non si opporrà al provvedimento (e dunque lo adotterà nel proprio Comune) inserito nell’ultima Legge di Bilancio: «Non vale la pena procedere con ingiunzioni che nella stragrande maggioranza dei casi non arriveranno mai a buon fine, con grosse spese per l’Ente. Abbiamo considerato che il Comune non perderà praticamente nulla».

Controcorrente Palazzolo, che sfonda quota 20mila abitanti. Qui l’Ente ha affidato la raccolta dei tributi (e le relative procedure di eventuali ingiunzioni) alla «Ica srl», e per questo non potrà sfruttare le possibilità della normativa. «Ma anche se avessimo potuto - spiega il sindaco Gianmarco Cossandi - non avremmo comunque aderito, perché credo nel principio di equità fiscale anche in forma di rispetto nei confronti di chi ha pagato». Sulla stessa linea il sindaco Marco Togni, che a Montichiari (oltre 25mila abitanti) si opporrà alla rottamazione con apposita delibera entro la fine del mese.

È una geografia del condono che così racconta anche delle possibilità e dei conti degli enti locali.

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