Multe, nel Bresciano un incasso da 28 milioni: una su due però non viene pagata

Nel 2021 Brescia ha riscosso 9 milioni di euro, ma avrebbe dovuto metterne a bilancio quasi il doppio. Il problema riguarda tutta la provincia
Una multa - © www.giornaledibrescia.it
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Il Comune di Brescia rappresenta l’emblema del fenomeno, diffuso tanto in provincia quanto nel resto d’Italia: nel 2021 ha incassato oltre 9 milioni di euro da multe e sanzioni, la Loggia avrebbe dovuto metterne a bilancio quasi il doppio. Soltanto il 55% delle multe, infatti, viene pagato dagli automobilisti indisciplinati. E si arriva ad un faticoso 60% solo dopo un anno di ingiunzione.

Una situazione che si ripete, appunto, pressoché uguale in tutti i comuni bresciani, Desenzano, solo per esempio, incassa circa 265mila euro a fronte di sanzioni per oltre 500mila euro. Il totale provinciale per «proventi derivanti dall’attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti» supera i 28 milioni di euro: in questa cifra sono inclusi gli incassi dei comuni relativi a multe, ammende, sanzioni, somme per il risarcimento danni a carico delle famiglie, delle imprese, delle altre amministrazioni pubbliche o di istituzioni sociali pubbliche o private operanti sul territorio.

Perché il percorso per arrivare alla riscossione di quanto dovuto non è certo facile, anzi. «Non siamo un’eccellenza, ma neanche tra le città peggiori - conferma il comandante della Polizia Locale di Brescia Roberto Novelli -. Attualmente usiamo tutti gli strumenti che la norma ci mette a disposizione e la performance delle riscossioni è aumentata, ma ci sono sempre diverse difficoltà». Di procedura farraginosa per riuscire ad incassare i soldi delle multe parla anche Fabio Capra, ex assessore al Bilancio (seguito da Diletta Scaglia) ora delegato all’Ambiente: «Il regolamento statale dovrebbe essere sicuramente rivisto. Negli ultimi cinque anni, da quando abbiamo internalizzato i sistemi che portano all’ingiunzione di pagamento, i risultati sono migliorati, ma arrivare al 60% di riscossione è uno sforzo terribile».

Ma cosa si può fare di più? Per Novelli bisogna «insistere sul digitale, con accessi a banche dati che renderebbero più semplice tutto il sistema. E questa sembra essere la direzione in cui stiamo andando».

E se i bresciani risultano comunque più disciplinati che altrove, a complicare il sistema riscossione sono i turisti oltreconfine: il 10% delle multe nel territorio comunale fotografa infatti targhe straniere. «A causa di accordi bilaterali e convenzioni con vari Paesi, spesso ci si mette fino a cinque anni per riuscire ad avere quei soldi», conclude Novelli.

Mediamente, i comuni italiani incassano 14,65 euro pro capite da multe e ammende. Le amministrazioni liguri sono quelle che registrano la media più alta (35,69) seguite da quelle venete (30,29) e umbre (28,88). I comuni che invece riportano le entrate minori sono quelli della Valle d’Aosta (6,56 euro pro capite), Basilicata (6,26) e Sardegna (5,81). La media bresciana è di 23 euro, quindi ben oltre la media nazionale. Con casi clamorosi come Castegnato, dove la media pro capite è addirittura di 305 euro, quindi venti volte oltre la media nazionale. A seguire Acquafredda che con i suoi 200mila euro incassati, e a fronte di 1.567 abitanti, raggiunge un’entrata pro capite di quasi 133 euro.

Curiosando a livello nazionale scopriamo che Melpignano (Lecce) è tra i comuni italiani quello che incassa di più, con 2.352,27 euro pro capite. Seguono Carrodano (La Spezia, 2.350,07), Colle Santa Lucia (Belluno, 1.922,4) e Bagnolo di Po (Rovigo 1.506,99). La città di Brescia, per fare un confronto, ha un’entrata pro capite di soli 46 euro, comunque il triplo della media nazionale.

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