Mario Lampugnani colpisce ancora. Il trentatreenne di Gottolengo ha scritto per la seconda volta il proprio nome nel Guinness World Record, confermandosi uno dei personaggi più curiosi e sorprendenti del panorama dei primati mondiali.
Dopo essere entrato nel celebre libro dei record nel 2024 per aver rotto 52 uova in un minuto, questa volta Lampugnani ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella.
L’idea dalla tivù
«Dovevo rompere 10 uova con i gomiti nel minor tempo possibile - racconta -. Il primato apparteneva a un inglese che aveva impiegato 7 secondi e 24 centesimi, io l’ho fatto in 6 secondi e 63 centesimi».
Dietro a questo record, però, c’è una storia che parte da lontano. Una passione nata quasi per gioco davanti alla televisione e diventata col tempo una vera e propria missione personale.
«Tutto è iniziato nel 2011. Stavo guardando “Lo Show dei Record” condotto da Gerry Scotti e vidi un concorrente italiano che aveva ideato questo record e proposto al programma. Lui aveva rotto 10 uova in 12 secondi. Andavo ancora a scuola, ero appassionato della trasmissione e volevo provare a replicare quella mossa».
Attività di famiglia
Per Lampugnani le uova non sono soltanto una curiosa sfida televisiva, ma fanno parte della sua vita quotidiana. La sua famiglia, infatti, gestisce un’azienda di galline ovaiole a Gottolengo, fondata dal nonno nel 1962. «Ho un’azienda di galline ovaiole e così ho iniziato a provare. Col tempo ho sviluppato una tecnica particolare. Feci domanda alla redazione dello show, ma mi hanno chiamato ben tredici anni dopo».
Prima del Guinness, però, erano arrivate altre esperienze televisive. «Nel 2019 ho fatto un’apparizione a Italia’s Got Talent, poi nel 2024 mi hanno chiamato per il record mondiale. In quel caso mi avevano chiesto di tentare il record di uova rotte in un minuto. Il primato allora apparteneva a un americano con 42 uova, io ne ho rotte 52».
Un traguardo che però non aveva spento del tutto la voglia di battere anche il record di velocità, rimasto per anni un obiettivo personale.
Sogno realizzato
«Mi era rimasto il pallino di questo record. Così ho creato un set a casa, chiamando cronometristi ufficiali e testimoni non direttamente collegati a me, e sono riuscito nell’impresa».

Per il record nessun premio in denaro, ma la soddisfazione personale è enorme. «Non c’è nessun premio economico, ma ricevi un certificato, una medaglia e l’iscrizione ufficiale nel Guinness World Record. È stata una soddisfazione enorme, ho chiuso un cerchio».
Sul futuro ha le idee chiare: «Con i record chiudo qui. Ho vinto tutto con le uova e sono contento così». Una precisazione finale, però, ci tiene a farla dopo alcune polemiche nate per il presunto spreco alimentare: «Ho utilizzato esclusivamente uova di scarto, non destinate alla consumazione».



