Manuela Etim, la 18enne morta travolta da un treno mentre con un’imprudenza fatale attraversava i binari alla stazione di brescia, era una ragazza ben integrata nella comunità di Calvisano, il comune in cui viveva assieme alla sua famiglia, di origini nigeriane. Nata a Castiglione delle Stiviere, da alcuni anni viveva nel comune bassaiolo, dove, aveva ricevuto la cittadinanza italiana meno di due mesi fa.
Studiava all'Istituto Caipirola di Ghedi, dove frequentava il corso per Servizi sociosanitari. A riprova della sua perfetta integrazione nella vita sociale calvisanese, fino all'anno scorso aveva anche giocato a rugby nella squadra femminile del Calvisano, dove la ricordano come una ragazza vivace ed estrosa.
In paese la tragica notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno, in via Marconi, in pieno centro, dove vivono i familiari di Manuela: le imposte delle finestre sono chiuse: oggi non c è nessuno.


