Livelli dei laghi: soffrono quelli d’Iseo e Idro, Garda in salute

Le scarse precipitazioni delle ultime settimane e il gelo che sta bloccando l’acqua sulle montagne hanno inaridito i nostri fiumi e di conseguenza i laghi si sono svuotati, in modo particolare il Sebino e il lago d’Idro , dove le spiagge si sono allungate in modo anomalo come nei peggiori momenti della siccità estiva.
Resiste allo svuotamento solo il lago di Garda, ancora pieno nonostante l’acqua in ingresso sia ridotta al lumicino e le portate siano a ridosso dei minimi storici.
L’Oglio
A patire di più questo momento di penuria è il fiume Oglio, il più grande e lungo dei corsi d’acqua bresciani, che in queste ore sta trasportando e scaricando nel lago d’Iseo dall’asta camuna 19 metri cubi di acqua al secondo (il minimo storico è di 18), per un complessivo giornaliero di 1 milione e 640 mila metri cubi.
Negli ultimi giorni la portata dell’Oglio è passata dai 25,9 metri cubi al secondo di giovedì 1° gennaio ai 22 metri cubi al secondo di sabato 10, e ogni giorno il trasporto di acqua è distato pochissimo dai minimi storici (misurati nei 90 anni che vanno dal 1933 al 2023).
Per capire la scarsità di acqua arrivata nel lago in questi primi giorni dell’anno basta sapere che dal 1° all’11 gennaio si è contato un volume di 19 milioni di metri cubi, mentre l’anno scorso, quando la piovosità era stata comunque nella norma, erano stati 39.

A far scendere il livello del lago d’Iseo è stata la differenza tra i volumi di acqua in uscita a Sarnico verso l’asta di pianura e quelli in entrata a Costa Volpino, con i primi (variati dai 40 metri cubi al secondo del 1° gennaio ai 32 metri cubi del giorno 11) sempre superiori ai secondi. Così oggi il livello delle acque sebine si è ridotto fino a scendere di 1 centimetro sotto lo zero idrometrico, quando solo dodici giorni fa era 14 centimetri sopra lo zero. Nettissimo anche il divario con la media storica, che per questo periodo è di 57 centimetri, quasi 60 centimetri in più del livello contato oggi.
La crisi idrica sebina emerge anche dal confronto con gli altri laghi lombardi: il lago d’Iseo ha un riempimento del 20%, quello di Como del 45%, il lago Maggiore del 74% e il Garda del 77%.
In Valsabbia
Peggio dell’Iseo fa solo il lago d’Idro con il 17% e un livello delle acque che raggiunge i 367,77 centimetri sul livello del mare, in aumento di 3 centimetri rispetto ai 367,74 di inizio anno. Il fiume Chiese che lo sta alimentando ha una portata di 13 metri cubi al secondo, contro una media del periodo di 18. L'acqua in uscita è di 14,5 metri cubi al secondo, quindi la tendenza del lago è in leggero rialzo.
Il Benaco

In piena salute, almeno dal suo aspetto, il grande Garda, che ospita un livello delle acque di 103 centimetri sopra lo zero idrometrico, quando la media del periodo è di 88 centimetri. In verità la portata che lo alimenta in queste ore è poverissima e non va oltre gli 11 metri cubi al secondo, contro una media del periodo di 39 e una quantità in uscita di 14 metri cubi. A tenere il Garda alto sono sia la gestione attenta del rapporto tra le portate in entrata nel lago e quelle in uscita, sia le imponenti dimensioni del bacino benacense, che rendono l’abbassamento o l’innalzamento del livello dell’acqua sempre molto più lento e graduale di quello dei laghi più piccoli.
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