Lago d’Iseo e lago d’Idro in caduta libera, lago di Garda stabile. Sono le prime conseguenze di un mese di giugno in cui la nostra provincia – e l’intero Paese – sono stati interessati da un’ondata di caldo torrido, una situazione al limite durante la quale, a subire gli effetti di condizioni da bollino rosso o addirittura viola, sono state innanzitutto le scorte d’acqua dei grandi bacini e dei corsi d’acqua, fondamentali anche per la produzione idroelettrica e per l’irrigazione dei campi della Bassa.
In emergenza
Le perdite più vistose le hanno subite i due laghi più piccoli, Sebino ed Eridio, che in un mese in cui in passato si accumulavano ancora scorte grazie allo scioglimento della neve, si è «volatilizzato» quasi il 60% dell’acqua utilizzabile per l’Iseo, percentuale che sale all’85% per l’Idro. Tradotto in numeri vuol dire che ieri (mercoledì 1° luglio) a Sarnico il livello dell’acqua del Sebino si aggirava sui 32 centimetri sopra lo zero idrometrico, ben 60 centimetri sotto la media storica del periodo che è di 92 centimetri, e 42 centimetri sotto il livello che si contava l’anno scorso. I 60 centimetri che mancano rispetto alla media significano una carenza in volume di ben 36,6 milioni di metri cubi di acqua.
A fare la differenza in negativo è la velocità di abbassamento del livello dell’acqua, verificatasi con sorprendente velocità, se si considera che solo una settimana fa si misuravano 65 centimetri sopra lo zero idrometrico e due settimane fa erano addirittura 95, quindi lago praticamente pieno.

Scenari
La caduta repentina è frutto di un afflusso al lago dall’Oglio camuno di 46 metri cubi al secondo (la media del periodo è di 72), a fronte di un deflusso nell’asta che si dirige verso la pianura di 69 metri cubi al secondo. A colpire, sempre in tema di carenza idrica, è anche il bilancio delle quantità di acqua scaricate nel Sebino dal tratto camuno dell’Oglio camuno da inizio anno, un deficit che dall’1 gennaio al 30 giugno ha raggiunto i 400 milioni di metri cubi rispetto al 2025: 531 milioni quest’anno, 936 milioni l’anno scorso.
Come spiegato dal presidente del Consorzio dell’Oglio, l’ingegner Marco Bessi, in carica dal 9 giungo scorso, «le portate verso la Bassa potranno continuare con queste quantità (circa 70 metri cubi al secondo, ndr) ancora una settimana o al massimo 10 giorni. Poi andranno ridotte sui 40 metri cubi, salvo l’arrivo di piogge. In situazioni normali, quindi con temperature più basse, la scorta idrica del lago dura almeno 50 giorni.
In questo momento però siamo alle prese con un’evapo-traspirazione dell’acqua che i sensori posizionati nei campi stanno quantificando in 6 millimetri al giorno, quando la media è di 2-3 millimetri, quindi almeno il doppio del solito. Ad aggravare tutto è stata anche la carenza di neve sulle montagne e lo scarso scioglimento primaverile. Il rilascio di soccorso dai bacini idro-elettrici montani? È già in valutazione, anche se sappiamo che pure loro sono sotto media. A decidere in questo senso comunque sono la Regione e il Tavolo per la siccità».
Le sfide
Va ancora peggio per il lago d’Idro, calato dall’11 giugno all’1 luglio di 1 metro e 24 centimetri, da 369 metri sul livello del mare a 367,76, per una perdita di risorsa di 13,6 milioni di metri cubi d’acqua. L’Eridio oggi ha conservato una disponibilità del 16,9%, è alimentato da portate del fiume Chiese che a nord scaricano nel lago 18 metri cubi di acqua al secondo (la media del periodo è di 34) mentre a sud ne escono 26.
Diversa e molto più stabile la condizione del Garda, sempre meglio resistente agli sbalzi per le sue grandi dimensioni. Anche per il Benaco comunque reggere alla crisi idrica di queste settimane non è stato facile, e il livello dell’acqua dal 13 giugno è sceso sotto la media del periodo, misurato l’1 luglio a 94 centimetri sopra lo zero idrometrico a fronte di una media del periodo di 102 centimetri. Il massimo riempimento è stato di 109 centimetri l’11 giugno. Da allora si sono persi 15 centimetri per un totale di 52 milioni di metri cubi d’acqua.



