Settemila e 142 fulmini in tre mesi. Tanti ne sono caduti nel Bresciano durante l’estate meteorologica appena conclusa, dal primo giugno al 31 agosto. Un dato che colloca Brescia al quinto posto tra le province italiane più colpite, alle spalle soltanto di Cuneo, Trento, Grosseto e Torino.
E il primato diventa regionale allargando appena lo sguardo: con 36.076 fulmini nube-terra la Lombardia è stata la regione italiana più interessata dall’attività elettrica nell’estate 2026, davanti a Veneto e Piemonte.
A tracciare il bilancio è Meteorage, società specializzata nel rilevamento e monitoraggio dei fulmini, che osserva il fenomeno attraverso una rete attiva dal 1989.
Un’estate violenta, ma non da record
I numeri, però, vanno letti con una precisazione. Quella appena terminata non è stata una delle estati con più fulmini degli ultimi anni. A caratterizzarla è stata piuttosto la violenza di alcuni degli episodi temporaleschi che hanno attraversato l’Italia e l’Europa.
Grandinate intense, raffiche di vento, precipitazioni abbondanti e, localmente, persino tornado hanno accompagnato le fasi di maggiore instabilità, con conseguenze sui trasporti, sulle reti elettriche, sulle attività all'aperto e soprattutto sull'agricoltura, particolarmente vulnerabile alla grandine.
«L’estate meteorologica 2026 è stata caratterizzata da numerosi episodi temporaleschi severi in Europa – spiega Joris Royet, Weather Project Manager di Meteorage –. Diverse configurazioni atmosferiche hanno favorito lo sviluppo di supercelle capaci di produrre grandinate intense, raffiche di vento distruttive e localmente tornado».
La particolarità dell'estate 2026 sta dunque nella severità degli eventi più che nella quantità complessiva dei fulmini. Secondo Meteorage, l'attività è rimasta comunque nettamente superiore a quella osservata nell'estate 2025.

Lombardia prima, Brescia quinta
È nella classifica territoriale che emerge con maggiore evidenza l'esposizione del Nord e, in particolare, della nostra regione.
La Lombardia conta 36.076 fulmini nube-terra, seguita dal Veneto con 30.397 e dal Piemonte con 28.703. Più indietro Toscana, con 26.920, e Sicilia, con 23.467.
Brescia compare invece nella top five nazionale delle province. Prima è Cuneo con 9.740 fulmini, seguita da Trento (7.636), Grosseto (7.377), Torino (7.244) e appunto Brescia, con 7.142.
Significa che nel territorio bresciano, nell'arco dei 92 giorni dell'estate meteorologica, sono stati rilevati in media quasi 78 fulmini nube-terra al giorno. Naturalmente è soltanto una media matematica: l'attività elettrica non è stata distribuita uniformemente, ma si è concentrata nelle giornate caratterizzate dalle perturbazioni più intense.
Agosto il mese più «elettrico»
Ed è proprio la concentrazione temporale uno degli elementi che contraddistinguono l'estate appena conclusa.
In tutta Italia Meteorage ha rilevato 298.341 fulmini nube-terra tra giugno e agosto. Di questi 83.975 sono stati registrati a giugno, 90.277 a luglio e ben 124.089 ad agosto: da solo l'ultimo mese dell'estate meteorologica rappresenta quindi quasi il 42% dell'intera attività della stagione.
La giornata più «elettrica» è stata il 20 agosto, quando in Italia sono stati registrati 19.959 fulmini nube-terra in sole 24 ore. Seguono il 17 agosto con 13.094 e il 25 agosto con 12.415.
«L'attività elettrica si è concentrata soprattutto nella seconda metà di giugno e durante un agosto particolarmente attivo – sottolinea Royet –, segnato da diverse ondate temporalesche intense».
L’Italia è il Paese più colpito d’Europa
Il dato bresciano si inserisce infine in un quadro nazionale particolare. Con i suoi 298.341 fulmini nube-terra, l'Italia è risultata il Paese europeo più colpito nell'estate 2026, davanti a Francia e Spagna. Complessivamente in Europa Meteorage ne ha rilevati 893.458. Il report illustrato europeo indica inoltre 6,69 milioni di scariche complessive considerando insieme fulmini nube-terra e quelli all'interno delle nubi.
L'Italia è prima anche quando il dato viene rapportato alla superficie del territorio. La densità di fulminazione è pari a 4,73 punti di contatto al suolo per chilometro quadrato all'anno, l'indice più elevato d'Europa.
Una particolare esposizione che Meteorage riconduce alla combinazione tra instabilità estiva, masse d'aria mediterranee e rilievi, capaci di favorire lo sviluppo dei temporali.
E dentro questa fotografia Brescia occupa una posizione tutt'altro che marginale: quinta provincia italiana e parte della regione più colpita del Paese.


