Ambiente

Foreste, dal convegno di Edolo la richiesta di una filiera più forte

Al centro del confronto, promosso da Federforeste con UniMont e Coldiretti Lombardia, gestione attiva delle foreste, servizi ecosistemici, imprese, utilizzo del legno italiano e necessità di una politica forestale capace di costruire una vera filiera nazionale
Ampia partecipazione al convegno
Ampia partecipazione al convegno

Una filiera forestale capace di partire dalla gestione del bosco e arrivare fino alla trasformazione e all’utilizzo finale del legno, mettendo in relazione proprietari, consorzi forestali, imprese boschive, industria, settore energetico, istituzioni e territori montani.

È questo uno dei principali messaggi emersi dal convegno «Foreste che cambiano, filiere che crescono: la filiera forestale lombarda e italiana di fronte alle nuove sfide della montagna», organizzato da Federforeste, in collaborazione con il Polo UniMont dell’Università degli Studi di Milano e Coldiretti Lombardia, che si è svolto il 10 settembre a Edolo con un’ampia partecipazione sia in presenza sia da remoto.

Il confronto ha evidenziato come le sfide che interessano oggi le foreste italiane non possano essere affrontate considerando separatamente i diversi anelli della filiera. Cambiamenti climatici, eventi estremi, difficoltà di gestione delle proprietà forestali, competitività delle imprese, disponibilità di materia prima e crescente richiesta di servizi ecosistemici impongono una visione comune e una maggiore capacità di programmazione.

Dal bosco alla filiera

La tavola rotonda ha messo a confronto i diversi protagonisti del sistema forestale, chiedendo a ciascuno non soltanto di rappresentare il proprio ruolo, ma anche di indicare quali siano oggi gli ostacoli da superare e quali azioni concrete possano permettere alla filiera di crescere.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dei consorzi forestali con Gionatan Bonomelli Presidente dei Consorzi Forestali della Lombardia che richiama non soltanto a garantire una gestione attiva e sostenibile dei boschi, ma anche a rendere maggiormente riconoscibili i servizi ecosistemici prodotti dalla gestione forestale: tutela del territorio, protezione idrogeologica, biodiversità, paesaggio, assorbimento del carbonio e fruibilità delle aree montane.

Un patrimonio di servizi che genera benefici per l’intera collettività e che deve trovare strumenti adeguati di riconoscimento e valorizzazione economica. Dal confronto è emersa inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra chi gestisce il bosco, le imprese che effettuano le utilizzazioni forestali e chi trasforma il legno. Una filiera efficiente richiede infatti continuità nell’approvvigionamento, professionalità, innovazione, sicurezza e una programmazione in grado di offrire prospettive economiche agli operatori.

Più valore al legno italiano

Uno dei temi centrali è stato quello della valorizzazione della risorsa legno nazionale. L’Italia dispone di un importante patrimonio forestale, ma per trasformarlo in una reale opportunità economica, ambientale e sociale è necessario aumentare la capacità di gestione e creare condizioni che consentano al legno proveniente dai boschi italiani di trovare maggiore spazio nelle filiere produttive.

Questo significa costruire rapporti più solidi tra territorio e industria, favorire investimenti e innovazione e sviluppare filiere locali e nazionali capaci di generare valore e occupazione nelle aree montane. Anche il settore energetico può rappresentare un anello importante di questo sistema, soprattutto quando inserito in una logica di utilizzo efficiente e a cascata della risorsa forestale e di valorizzazione dei sottoprodotti.

La politica forestale come politica per la montagna

Dal convegno è arrivata anche una richiesta precisa alle istituzioni: le politiche forestali devono assumere una dimensione sempre più strategica. Non è sufficiente intervenire sul singolo problema. Occorre una pianificazione capace di mettere in relazione gestione forestale, imprese, industria, energia, servizi ecosistemici e sviluppo delle comunità montane.

«L’incontro di oggi ha evidenziato la necessità di una politica forestale incisiva e di una pianificazione nazionale per valorizzare la risorsa legno», ha dichiarato Gianluca Barbacovi, Presidente di Federforeste. «Partire dalla cura del bosco e dal monitoraggio per rafforzare l’intera filiera significa dare valore al lavoro dei consorzi e delle imprese, creando condizioni economiche concrete per far vivere e prosperare i territori montani». Il punto centrale è quindi passare da una visione del bosco come realtà isolata a una vera politica di filiera, nella quale ogni soggetto sia chiamato a confrontarsi anche con le esigenze dell’anello successivo.

La sfida riguarda la capacità dei diversi protagonisti di dialogare tra loro: che cosa chiedono i gestori forestali alle imprese? Di che cosa hanno bisogno le imprese dall’industria? Che cosa chiede l’industria alla politica? E quali condizioni devono essere create perché il valore economico generato dalla filiera possa ritornare anche ai territori e a chi mantiene e gestisce il patrimonio forestale? Sono interrogativi sui quali il confronto avviato a Edolo ha mostrato la necessità di proseguire il lavoro comune.

I partecipanti

Al convegno sono intervenuti Anna Giorgi, professoressa ordinaria di Botanica ambientale e applicata e responsabile del Polo UniMont – Università degli Studi di Milano; Luca Masneri sindaco di Edolo; Corrado Tomasi presidente della Comunità montana di Valle Camonica; Gianfranco Pederzolli presidente Federbim; Laura Facchetti presidente Coldiretti Brescia; Gianluca Barbacovi presidente Federforeste; Gionatan Bonomelli presidente Consorzi Forestali della Lombardia; Tiziana Stangoni dottore forestale Conaibo; Sebastiano Cerullo segretario generale Conlegno; Michele Colli presidente Fiper – Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili; e Marco Bussone presidente Pefc Italia. È inoltre intervenuto con un video-saluto Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia.

Un confronto da portare avanti

«Foreste che cambiano, filiere che crescono» ha rappresentato non soltanto un momento di analisi, ma soprattutto un confronto tra soggetti che operano in punti differenti della stessa catena del valore.

La prospettiva indicata a Edolo è quella di fare sistema, superando frammentazioni e contrapposizioni e riconoscendo che la gestione sostenibile delle foreste può funzionare pienamente soltanto se esiste una filiera economicamente sostenibile in grado di utilizzare e valorizzare ciò che il bosco produce.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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