Caffaro, i veleni continuano a uscire dai confini: nuove indagini

Ieri il sopralluogo e la consegna dell’area alla ditta: ora inizia la progettazione esecutiva
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Caffaro, sopralluogo e preoccupazioni
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Sconfinano ancora. E la pioggia che alza la falda dà loro manforte, dando una spinta maggiore al percorso dei veleni, un viaggio che fa rotta verso sud-est. Seguendo l’«autostrada invisibile» delle acque sotterranee, il cocktail di inquinanti generati dalla vecchia chimica Caffaro continua a infestare i terreni oltre le mura della cittadella industriale anche a impianti completamente spenti. Le sostanze nocive sono sempre le stesse, quelle che compongono il «dna» della contaminazione che ha impregnato Brescia: fra le sostanze tossiche ci sono cromo VI, arsenico, mercurio, policlorobifenili (alias: Pcb), diossine e clorati.

I dati

A tenere aggiornata l’istantanea del quadro ambientale è il team bresciano dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa): gli ultimi referti analitici relativi al monitoraggio delle acque sotterranee eseguito in 27 piezometri (che sono i pozzi dai quali si effettuano i campionamenti) evidenziano il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione sia all’interno sia all’esterno dello stabilimento. In particolare, per quanto riguarda i clorati i valori misurati «rappresentano il massimo della serie storica, raggiungendo concentrazioni nell’ordine dei grammi/litro».

L’Agenzia non utilizza perifrasi: «Le concentrazioni sono aumentate in tutti i piezometri campionati, sia all’interno dello stabilimento, sia al confine con il sito, sia all’esterno» dove il piezometro numero 7 ha raggiunto 1.471 µg/l (microcrammi/litro). L’attenzione è alta: «I dati confermano quanto più volte affermato dall’Agenzia relativamente alla presenza di una porzione di acquifero (quella più superficiale) non interessata da emungimento (che significa che quelle acque non vengono «filtrate» dai pozzi della barriera idraulica) e, quindi, potenzialmente in grado di fuoriuscire all’esterno del perimetro della fabbrica».

Inizia la progettazione esecutiva, primo passo verso la bonifica - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Inizia la progettazione esecutiva, primo passo verso la bonifica - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Una situazione che, ovviamente, peggiora (diventando «particolarmente critica», per citare il report) nei periodi in cui la falda si alza. Se cioè la presenza massiccia di contaminanti dentro l’area epicentro del Sito di interesse nazionale era non solo prevedibile ma anche scontata, non vale lo stesso per l’esterno, specie a macchinari spenti e dopo i molteplici interventi dell’Agenzia di via Cantore, che - ancora sotto la guida di Fabio Cambielli - aveva più volte avvertito gli enti. Ecco perché già nelle prossime settimane, a ottobre, l’Arpa procederà con un nuovo monitoraggio, puntando i riflettori soprattutto sui campionamenti esterni.

E dentro? Anche in questo caso (seppur più prevedibile) i valori non sono confortanti. Per quanto riguarda il cromo esavalente «si verifica il più significativo picco di concentrazione mai raggiunto in precedenza». Per il mercurio «le concentrazioni hanno subito un notevole e repentino incremento» rispetto ai parametri storici, raggiungendo un picco di 149 µg/l nel reparto clorato (in un secondo piezometro il valore è pari a 121 µg/l). «La barriera idraulica - insiste l’Arpa - presenta limiti di efficacia: è quanto mai urgente provvedere ad attivare emungimenti in corrispondenza dei nuovi pozzi per consentire un più efficace contenimento della contaminazione all’interno del sito». Serve «l’urgente attivazione degli impianti di trattamento già predisposti» e i monitoraggi devono essere mensili.

Si parte

Nel frattempo, nella tarda mattinata di ieri, è stato eseguito un sopralluogo per la consegna dell’area alla ditta, che ora può iniziare la progettazione esecutiva, primo passo del dossier bonifica del sito Caffaro. «Questo - spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Maione - è un ulteriore passo verso una bonifica che Brescia attende da troppo tempo. In questo ultimo anno e mezzo siamo riusciti a ottenere i fondi necessari dal governo e a superare le enormi questioni burocratiche. Ora dobbiamo affrontare le ulteriori criticità che sono emerse: già nelle prossime settimane, l’Arpa effettuerà nuove attività di monitoraggio per avere la massima chiarezza. Ringrazio il commissario Mauro Fasano e tutti gli enti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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