Ognuno ha i suoi riti e le sue piccole manie. Tutti ci portiamo appresso le nostre ostinazioni, senza sentire il bisogno di giustificarle. Non fanno eccezione neppure i due coniugi che, da alcuni mesi, trascorrono tutti i fine settimana in un b&b del Valdarno. Sono una coppia normalissima. Dal venerdì alla domenica, si concedono silenzio e intimità a pochi chilometri da casa. Una specie di vacanza, sempre nello stesso posto che, vista da fuori, potrebbe sembrare una stranezza. E invece è la valvola di sfogo di due persone gentili, che si ricaricano in un’oasi verde sulle colline tra Arezzo e Firenze.
Il marito è un bell’uomo di quasi sessant’anni, direttore in una fabbrica di utensili. La moglie, tenerissima, è una casalinga di ritorno sulla cinquantina. Entrambi hanno i fianchi ammorbiditi da una consolatoria cucina tradizionale, complicata dalla cronica mancanza di tempo libero. Non hanno figli, ma in compenso hanno una famiglia piuttosto impegnativa. Vivono in casa con gli anziani genitori e una sorella disabile. È quindi comprensibile che cerchino qualche momento per sottrarsi dalle responsabilità e stare semplicemente da soli. Da alcuni mesi, ogni fine settimana, riservano la stessa stanza in un bed and breakfast.
Il sabato mattina escono per una passeggiata, mangiano un panino al solito punto di ristoro e poi rientrano per il riposino. La sera prenotano sempre nello stesso ristorante, a menù fisso, e ordinano immancabilmente le stesse pietanze. Metodici fino all’eccesso, pianificano il tempo senza mai modificare il rituale del loro programma. Mai un guizzo, una svolta improvvisa, una deviazione dalla solita routine. Anche a colazione chiedono sempre le stesse cose: un uovo sodo a testa, due fette di prosciutto, crudo o cotto, formaggio e tè verde.
Niente sorprese, stanno bene nella loro comfort zone, barricati dentro una cortesia discreta e rigide consuetudini che li rendono quasi invisibili. Eppure dietro quella vita millimetrata e ripetitiva non c’è noia, piuttosto il bisogno di mettere in pausa la fatica mentale. La tregua è nel silenzio, in un refolo di vento che scompiglia i capelli mentre il sole filtra tra i rami del bosco o accarezza l’uva nella vigna. In fondo, la tranquillità è un lusso che si trova anche senza andare lontano. E in tempi in cui la benzina costa quanto il vino, trovarla a un tiro di schioppo da casa è già una fortuna.




