Brescia dal 2020 ad oggi: tra Covid ed elezione della prima sindaca

Ci sono immagini che divengono storia. È il caso di molte di quelle che da marzo 2020 e per quasi due anni si sono succedute nella narrazione della pandemia. Le distese di letti al Civile, finite persino sul New York Times con i visi sconvolti di medici e infermieri, precedono anche quelle della colonna di camion militari che scortano via da Bergamo decine di feretri. L’incedere silenzioso del vescovo Tremolada durante la Via Crucis solitaria dell’11 aprile 2020 in una città deserta. Gli striscioni alle finestre, quegli «andrà tutto bene» gridati a sopire la paura tornano ora, dopo 5 anni, come ricordi dolorosi e remoti.

E accanto alle immagini ci sono parole che fino al 2020 ci erano quasi del tutto oscure e che sono entrate, divenute di uso corrente per mesi: lockdown, Ffp2, respiratori, Green Pass, autocertificazione, Dpcm, tamponi, DaD. Sfogliare le pagine del GdB di quei mesi significa ritrovare quel tempo sospeso e incerto, scandito da date precise. All’11 gennaio risale la prima vittima cinese del Covid, al 24 febbraio il primo contagio bresciano, a Pontevico, al 29 la prima vita spezzata: quella dell’86enne Francesco Capuzzi di Cigole.
Il 4 marzo chiudono le scuole: è l’inizio di mesi di calvario per studenti, docenti e famiglie con gli inevitabili disagi della didattica a distanza che si assommano ai tanti, fra aziende chiuse, smart working, una notte che non si sa quanto buia. A dicembre 2020 il GdB riporta un bilancio di 3.106 croci e 41.370 contagi, che lievitano a fine pandemia a 5.600 vittime, con un residente su due raggiunto dal virus.
aiutiAMObrescia
Se i numeri non furono peggiori, lo si dovette all’impegno multiforme di molti: emblematico il caso della maschera subacquea di Decathlon trasformata in maschera da respiratore grazie all’ex primario Renato Favero e all’ingegnere Christian Fracassi. Ma provvidenziale fu la straordinaria generosità rinnovata dai bresciani. Alle decine di migliaia che risposero coralmente all’appello di «aiutiAMObrescia», la sottoscrizione lanciata da GdB e Fondazione della Comunità Bresciana, che consentì di raccogliere 18,7 milioni di euro, subito messi a disposizione della sanità territoriale per acquistare quanto indispensabile.
Il vaccino
L’annus horribilis si chiude con la speranza: sull’edizione del 28 dicembre campeggiano le foto delle prime dosi di vaccino a Brescia e relative somministrazioni al personale del Civile, determinanti per la sconfitta del virus, che pure, nonostante le campagne massive – tra polemiche no-vax – continuerà a serpeggiare per tutto il 2021, con la Lombardia zona rossa da gennaio e un nuovo ottobre di tregenda, fra scuole a singhiozzo e varianti (Delta e Omicron).

Ma a Brescia – con Bergamo la provincia più colpita – a garantire il sostegno giungerà due volte il Presidente della Repubblica: il 19 maggio la prima pagina del GdB è per il grande abbraccio tributato dalla città, durante la sua visita, a Mattarella, accolto al tempio Capitolino in una giornata di luce. E poco più tardi a sorpresa arriverà il 1° novembre a Castegnato, per rendere omaggio alle vittime del Covid il cui monumento al cimitero locale è stato profanato da ignoti. Un anticipo di quella solidarietà che sarà rinnovata nel 2023 con la scelta di Bergamo e Brescia come Capitale della Cultura (ne parliamo nell’articolo più sotto).
Tra Salò e Kabul
Lo stesso anno è segnato da altri episodi di grande risonanza, come la morte di Greta e Umberto, il 18 giugno, nel golfo di Salò: la loro barca viene falciata da un motoscafo condotto da due turisti tedeschi. Dalla tragica vicenda deriva la previsione normativa dell’omicidio nautico.
E nelle stesse settimane in cui a San Polo lo skyline del quartiere va mutando per l’abbattimento della torre Tintoretto, grandi eventi internazionali raggiungono anche il Bresciano: gli Usa lasciano l’Afghanistan e migliaia di cittadini fuggono dai talebani. Un centinaio di profughi arriva a Edolo, fra mille incognite e difficoltà. In anni durissimi per l’economia, provata da lockdown e mercati in altalena, un caso diventa simbolico: quello della Timken, azienda di Villa Carcina destinata a chiusura: il dramma per i 106 lavoratori è scongiurato dall’impegno corale e sinergico di Confindustria e sindacati.

Guerra in Ucraina
Il 24 febbraio 2022 scoppia la guerra tra Russia e Ucraina. Il GdB online racconta per giorni con un liveblog gli eventi e lo sconcerto di un conflitto nel cuore dell’Europa, attivando anche una pagina in ucraino per le migliaia di profughi che giungono nel Bresciano, tra mobilitazione di parrocchie, scuole, enti locali e la preesistente comunità ucraina locale.
Molti i volontari che, con enormi rischi, portano nelle zone sotto attacco soccorsi e generi di prima necessità. Il racconto quotidiano impegna il GdB in una sorta di narrazione parallela di un dramma per il quale purtroppo solo in queste ore si intravede un possibile epilogo.
Ambiente
Anche la crisi climatica presenta un conto salato. La siccità segna l’estate 2022: il mancato accumulo di neve e le precipitazioni modeste si traducono in una scarsità di acqua senza eguali. In un lungo reportage a puntate, firmato dall’inviato Enrico Mirani, il GdB racconta l’agonia dei fiumi bresciani.
Altro allarme giunge il 28 luglio: la devastante alluvione di Niardo (13 milioni di danni) e Braone, tra case devastate, ferrovia interrotta, luoghi mutati per sempre. Immagini che restano ancora una volta indelebili, almeno quanto - l’estate successiva - quella dell’Isola dei Conigli, sul Garda, che i turisti possono per settimane raggiungere a piedi. Un’icona del climate change che dalle colonne del GdB fa il giro del mondo.
Prima sindaca
Restando al 2023, di stagione calda ce n’è anche una politica: il 15 e 16 maggio si vota per la Loggia. É eletta la prima sindaca della città, Laura Castelletti, espressione del centrosinistra e già vice nella giunta Del Bono. La compagine che la sostiene incassa il 54,8% di voti, con 46mila preferenze.
50 anni dalla Strage
Se il 2023 si chiude con l’attacco di Hamas del 7 ottobre e la risposta israeliana a Gaza – divenuta poi anche per l’Onu un genocidio –, il 2024 è per Brescia l’anno del 50° della Strage di piazza Loggia.
Un 28 maggio speciale, ospite ancora una volta il Presidente Sergio Mattarella. Le sue parole – che aprono l’edizione del GdB del 29 maggio – restano a sigillo del suo rapporto con la Leonessa: «Oggi la Repubblica italiana è Brescia, è piazza della Loggia».

Un omaggio all’impegno civile mostrato dalla città, proprio mentre arriva la sentenza di primo grado per il presunto autore materiale dell’attentato fascista: Marco Toffaloni, oggi 68enne, condannato a 30 anni di reclusione dal Tribunale dei minori.
E a proposito di processi, nello stesso 2024, dopo quello per l’omicidio della ex vigilessa di Temù, Laura Ziliani (ergastolo definitivo per due delle figlie e l’ex fidanzato di una di loro), si chiude in Cassazione anche quello per la morte dell’imprenditore Mario Bozzoli, epilogo di un caso che ha tenuto banco per 10 anni: fine pena mai per il nipote Giacomo, non senza clamorosa fuga e arresto sotto un letto. Come in un brutto romanzo.
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