Valtrompia e Lumezzane

Omicidio Bozzoli: cosa accadde quella sera, minuto per minuto

La ricostruzione nella testimonianza degli inquirenti durante la terza udienza in aula. «Le telecamere furono girate»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli
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Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli

Poco più di 11 minuti. È la finestra temporale in cui sarebbe stato commesso l’omicidio di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno scomparso l’8 ottobre 2015. Questo secondo quanto emerso nella terza udienza del processo a carico del nipote Giacomo, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Toni accesi in aula, si gioca tutto sulle ipotesi. Al banco dei testimoni il colonnello Amleto Comincini dei carabinieri del Ros, impegnati nelle indagini: «La pistola fumante non c’è. Manca la prova regina».

Davanti al presidente della Corte d’Assise Roberto Spanò, si sono accesi i riflettori su quanto successo quella sera di oltre cinque anni fa nella fonderia di via Gitti a Marcheno. Registrazioni delle telecamere di videosorveglianza alla mano, incrociate con i tabulati telefonici: è stato ricostruito quanto possibile, minuto per minuto. Tenendo anche conto di quanto affermato dal maresciallo dei carabinieri Salvatore Rossitti («Al momento del sopralluogo dei militari del 13 ottobre 2015, tre telecamere interne erano posizionate in modo diverso rispetto alla sera della scomparsa»), oltre che del fatto che le stesse erano avanti di 7 minuti, mentre la timbratrice per i dipendenti era 5 minuti indietro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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