Omicidio Bozzoli: cosa accadde quella sera, minuto per minuto

La ricostruzione nella testimonianza degli inquirenti durante la terza udienza in aula. «Le telecamere furono girate»
  • Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli
    Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli
  • Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli
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    Tensione in aula durante la terza udienza del processo Bozzoli
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Poco più di 11 minuti. È la finestra temporale in cui sarebbe stato commesso l’omicidio di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno scomparso l’8 ottobre 2015. Questo secondo quanto emerso nella terza udienza del processo a carico del nipote Giacomo, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Toni accesi in aula, si gioca tutto sulle ipotesi. Al banco dei testimoni il colonnello Amleto Comincini dei carabinieri del Ros, impegnati nelle indagini: «La pistola fumante non c’è. Manca la prova regina».

Davanti al presidente della Corte d’Assise Roberto Spanò, si sono accesi i riflettori su quanto successo quella sera di oltre cinque anni fa nella fonderia di via Gitti a Marcheno. Registrazioni delle telecamere di videosorveglianza alla mano, incrociate con i tabulati telefonici: è stato ricostruito quanto possibile, minuto per minuto. Tenendo anche conto di quanto affermato dal maresciallo dei carabinieri Salvatore Rossitti («Al momento del sopralluogo dei militari del 13 ottobre 2015, tre telecamere interne erano posizionate in modo diverso rispetto alla sera della scomparsa»), oltre che del fatto che le stesse erano avanti di 7 minuti, mentre la timbratrice per i dipendenti era 5 minuti indietro.

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BOZZOLI, NUOVA UDIENZA

Sincronizzati gli orologi e le registrazioni, il momento caldo su cui concentrare l’attenzione inizia alle 19.12, quando Mario Bozzoli telefona, per l’ultima volta, alla moglie Irene. Ecco cosa accadde in seguito.

  • 19.14.38 - Giacomo Bozzoli riceve una telefonata dalla compagna, a cui non risponde
  • 19.16.42 - un mezzo d'opera (forse una ruspa) guidato da un operaio esce dall'area forni e si dirige verso il magazzino rottami per caricare il materiale
  • 19.21.34 - un uomo esce a piedi dal magazzino della zona forni. Contemporaneamente si inizia a vedere una sorta di nebbiolina, risultato di un blocco degli aspiratori del forno causato da un'anomalia, che si è verificata un paio di minuti prima. Nello stesso istante, una persona si dirige verso il magazzino dove si trovano i filtri per resettare il forno
  • 19.25.21 - Giacomo Bozzoli tenta di telefonare alla compagna, ma lei non risponde
  • 19.25.47 - l'operaio che ha resettato il forno torna alla sua postazione di lavoro
  • 19.27.59 - Giacomo Bozzoli riceve una telefonata dalla compagna, a cui non risponde
  • 19.28.11 - Giacomo Bozzoli riceve una telefonata dalla compagna, a cui non risponde. Accadrà anche alle 19.29.14.
  • 19.30.03 - Giacomo Bozzoli telefona alla compagna (conversazione di 46 secondi)
  • 19.31.11 - Giacomo Bozzoli invia un sms alla compagna
  • 19.33.42 - il Porsche Cayenne di Giacomo Bozzoli esce per la prima volta dalla ditta

L'imputato Giacomo Bozzoli esce dall'aula del tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
L'imputato Giacomo Bozzoli esce dall'aula del tribunale di Brescia - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Giacomo Bozzoli tornerà in azienda alle 19.43, per restarci 12 minuti e poi uscire di nuovo, dirigendosi verso casa. «Il viaggio di rientro a Soiano del Lago, stando ai passaggi sotto i portali della tangenziale e ricostruendo l’aggancio alle celle telefoniche, è compatibile con quello di tutte le altre sere.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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