Dal super foraggio alla stalla comune: 6 milioni per la filiera casearia della Valtrompia

A febbraio potrebbero arrivare i fondi regionali in supporto al Nostrano e alla sua produzione
Fra gli obiettivi c’è l’acquisto di 80 capi di 80 vacche di razza Bruna alpina
Fra gli obiettivi c’è l’acquisto di 80 capi di 80 vacche di razza Bruna alpina
AA

Una sferzata alla filiera lattiero casearia specializzata nella produzione del Nostrano Valtrompia Dop e, in generale, dei formaggi triumplini. Il progetto presentato in Regione dalla Comunità Montana è stato inserito dalla Giunta Fontana tra le proposte ammissibili alla fase di negoziazione propedeutica alla promozione dei singoli Arest (Accordo di rilancio economico sociale e territoriale) «e dovrebbe essere finanziato con un contributo di quasi sei milioni di euro per un progetto complessivo di 6 milioni 755mila euro - annuncia il presidente dell’ente comprensoriale Massimo Ottelli -. Il contributo, se tutto va come previsto, dovrebbe arrivare a febbraio».

Alla proposta di programma, che vede come capofila la Comunità Montana, aderiscono il Dicatam - Sistemi agricoli sostenibili dell’Università degli Studi di Brescia, il Consorzio di tutela del formaggio Nostrano Valtrompia Dop, l’azienda agricola Le Prignole di Pasolini Francesco, la cooperativa Bianco Latte, i caseifici Zani F.lli srl, Formaggi Trevalli snc, l’impresa Edile Aldeni e la mozzarelleria Valtrompia La Volpe di Ettori Giulian.

Il salto

«Per la filiera casearia della Valtrompia è il momento giusto per cogliere l’occasione rappresentata dall’Arest e strutturarsi - spiegano i soggetti coinvolti -, superando i limiti che finora non le hanno permesso di crescere e posizionarsi sul mercato».

La strategia è articolata in 12 linee d’azione, che partono dal potenziamento della produzione di foraggio locale di qualità su terreni della Comunità Montana e dall’acquisizione di mezzi. L’obiettivo è poi quello di realizzare una stalla consortile dove sviluppare un allevamento da 80 vacche di razza Bruna alpina dotato di mungitura  robotizzata, che punti alla produzione di circa 600.000 litri di latte annui, al fine di garantire la materia prima necessaria per una produzione minima di 4.000 forme all’anno di  formaggio. 

La stalla troverà casa vicino all’impianto di essiccazione del foraggio già presente a Tavernole dove, sempre grazie all’Arest, sarà costruito anche un impianto di biogas per la gestione dei reflui e la produzione di energia. A Bovegno, in una struttura a tre piani esistente, sarà insediato una caseificio centralizzato (affidato in gestione ad un privato) che, a pieno regime, potrebbe lavorare circa 15.000 quintali di latte l’anno con una capacità giornaliera di 50 quintali

Le restanti azioni si concentrano sul supporto agli allevatori sia da un punto di vista tecnico, per quanto riguarda la formazione, sia economico per l’acquisto di altri capi di Bruna alpina. Previsto anche l’ampliamento degli spazi per la stagionatura all’interno della miniera di Graticelle: attualmente le scaffalature occupano metà della lunghezza disponibile della galleria con 1.000 posti forme. Vista la richiesta in aumento e le previsioni legate alla produzione, l’obiettivo è occupare tutto lo spazio disponibile, ricavando ulteriori 1.000 posti forma.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato