La voce è quella di una notte trascorsa senza chiudere occhio. «È vero, sono ancora a letto. E sotto choc. Mio figlio sta male, è distrutto». È orario di pranzo, ma Adelio Bozzoli è fermo alla sera prima. «Non mi aspettavo che Giacomo venisse condannato. Non pensavo davvero» racconta l’uomo schiacciato da un doppio peso.
«Sono fratello di chi è scomparso e padre di chi è stato condannato. Mi dispiace tantissimo» dice. Poi si sfoga. «La condanna è un colpo durissimo e inaspettato. Non abbiamo fatto nulla». Parla al plurale rimarcando la scelta fatta ancora in fase di indagine. Stare dalla parte del figlio e per questo non si è costituito parte civile. Così come sua sorella Vittoria, che però si è schierata al fianco della famiglia di Mario e contro il nipote Giacomo.




