La voce è quella di una notte trascorsa senza chiudere occhio. «È vero, sono ancora a letto. E sotto choc. Mio figlio sta male, è distrutto». È orario di pranzo, ma Adelio Bozzoli è fermo alla sera prima. «Non mi aspettavo che Giacomo venisse condannato. Non pensavo davvero» racconta l’uomo schiacciato da un doppio peso.
«Sono fratello di chi è scomparso e padre di chi è stato condannato. Mi dispiace tantissimo» dice. Poi si sfoga. «La condanna è un colpo durissimo e inaspettato. Non abbiamo fatto nulla». Parla al plurale rimarcando la scelta fatta ancora in fase di indagine. Stare dalla parte del figlio e per questo non si è costituito parte civile. Così come sua sorella Vittoria, che però si è schierata al fianco della famiglia di Mario e contro il nipote Giacomo.
«Maggi? Gli ho scritto un messaggio chiedendo se ha letto i giornali, non mi ha risposto» racconta al bar di Marcheno un amico di Oscar Maggi. Già indagato, poi archiviato, ora finisce nuovamente sotto i riflettori con l’ipotesi che abbia partecipato all’omicidio e alla distruzione del corpo del suo datore di lavoro «Ma sa quante volte ne abbiamo parlato in questi anni? Ha sempre detto "io non ho fatto nulla". Anche l’altra sera quando - ricorda l’amico - commentavamo il fatto che i giudici stessero decidendo sul destino di Giacomo».




