I genitori del carabiniere di 23 anni che lo scorso 16 agosto si è ucciso sparandosi in caserma a Vobarno usando la pistola d'ordinanza hanno autorizzato l’espianto e la donazione degli organi. È stata aperta un'indagine sui motivi del gesto, che ha lasciato nello sgomento anche i colleghi del ragazzo, originario del Sud.
Secondo quanto emerge dalle prime indiscrezioni, il giovane militare era in difficoltà per il peso dell’incarico e per alcuni richiami da parte dei superiori. Richiami di routine, che però lo avrebbero reso insicuro e non all’altezza del compito.
Il giovane, secondo quanto si apprende, avrebbe danneggiato il suo telefono cellulare che, si ipotizza, potrebbe contenere indizi importanti per risalire alle cause del gesto.



