Valsabbia

«Gli ho dato l’auto, pensavo Salah avesse la patente»

Schianto di Rezzato, sotto choc il 18enne che ha prestato la vettura all’amico: «Avevo mal di testa». Indagine per omicidio stradale
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

I resti della vettura distrutta dopo lo schianto di Rezzato. Nel riquadro Salah Natiq, il 22enne che era al volante - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
I resti della vettura distrutta dopo lo schianto di Rezzato. Nel riquadro Salah Natiq, il 22enne che era al volante - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

Risponde al telefono con un filo di voce. Le pause sono più lunghe delle risposte. «Sono distrutto, quello che successo non è bello» racconta il ragazzo che ha prestato l’auto al gruppo di cinque giovani che sabato sera a Rezzato sono morti sul colpo finendo contro un pullman lungo la 45bis. «Se solo potessi tornare indietro...» aggiunge singhiozzando, con il pensiero che va agli amici che non ci sono più, al gruppo su quella vettura distrutta nel tremendo scontro frontale, in cui nessuno aveva la patente. Non ovviamente Irene Sala, 17 anni, nemmeno i 19enni Dennis Guerra (dei quali oggi saranno celebrati i funerali), né Imad El Harram o il 20enne Imad Natiq.

Soprattutto non aveva mai preso la patente Salah Natiq, 22 anni. Al volante c’era lui, il marocchino con passaporto italiano e il più grande delle cinque vittime. Lo aveva detto agli inquirenti fin da subito l’amico che poco prima gli aveva lasciato la vettura.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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