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LA TRAGEDIA

Sabbio e Villanuova si preparano per l'addio a Dennis e Irene

Redazione Web

Valsabbia
24 gen 2022, 20:33
VALLESABBIA IN LUTTO

Non basta lo scorrere del tempo ad arginare l'incredulità e risolvere lo sgomento che lascia dietro di sè la fine tremenda dei cinque ragazzini morti nello schianto di Rezzato. Non c'è famiglia in cui la prospettiva di quell'incubo - una telefonata nella notte che annuncia la tragedia di un figlio perduto - non abbia fatto calare il gelo e sussurrare un «Dio ce ne scampi».

La Valsabbia è la terra più ferita, che tuttavia cerca di trasformare il dolore in solidarietà verso le famiglie direttamente colpite. La vigilia del giorno più lungo, quello dei funerali, porta con sé il cordoglio di quattro comunità: Nozza di Vestone, Preseglie, Sabbio Chiese e Villanuova Sul Clisi.

Ai social vengono affidati messaggi di pietà anche da parte delle amministrazioni locali: «Non ci sono parole per descrivere il dolore causato da questa tremenda tragedia. A nome di tutta la Comunità, esprimo cordoglio e un abbraccio di profonda vicinanza alle famiglie delle giovani vittime» scrive Onorio Luscia, sindaco di Sabbio, paese del 19enne Dennis Guerra, dove, per le esequie, che saranno domani alle 15, è stato proclamato il lutto cittadino.

Negli stessi istanti, Villanuova saluterà la 17enne Irene Sala: «La tragedia lascia senza fiato e senza parole. Cinque giovani vite che nella frazione di un secondo non ci sono più. Rimane solo un immenso e inconsolabile dolore. Sono vicino ai genitori dei ragazzi; in modo particolare a tutti i familiari di Irene» è il saluto di Michele Zanardi, primo cittadino del comune alle porte della Val Sabbia.

Le altre tre giovanissime vittime, i cugini Salah e Imad Natiq, di casa a Nozza di Vestone, e Imad El Harram, che risiedeva a Preseglie, saranno invece sepolte in Marocco, loro terra d’origine. 

Sul fronte delle indagini, gli inquirenti, assodato che nessuno dei cinque giovani aveva mai conseguito la patente di guida, stanno ora lavorando per capire chi fosse effettivamente al volante della Volkswagen Polo andata distrutta nel frontale con il pullman diretto verso il Garda, e perché il mezzo fosse stato prestato da un altro amico.

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