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LA TRAGEDIA

Schianto tra auto e pullman: i 5 morti vivevano in valle Sabbia


Valsabbia
23 gen 2022, 11:11
Auto contro pullman: 5 ragazzi morti a Rezzato

Villanuova. Preseglie. Sabbio Chiese. Vestone. Una via crucis che attraversa l’intera Valsabbia. Quattro comunità destate una domenica mattina dall’annuncio di una strage di giovani vite. Quattro paesi su cui la cappa del lutto scandisce ore di incredulità. Cinque invece i ragazzi morti nell’auto a bordo della quale viaggiavano lungo la Statale 45 bis, finita fuori controllo contro un pullman, in un terrificante schianto frontale.

Sono le 22.30 di ieri quando i cinque giovanissimi, tutti di età compresa fra i 17 e i 22 anni, stanno viaggiando dalla Valsabbia diretti verso il capoluogo a bordo di una Volkswagen Polo.

L’auto sarebbe quella prestata da un amico a Salah Natiq, 22 anni, di Vestone, il più grande dei cinque. Sulla vettura con lui ci sono Dennis Guerra, del 2002, di Sabbio Chiese, Imad El Harram, pure lui ventenne, di Preseglie, Imad Natiq, anch’egli del 2002, di Vestone, cugino di Salah, e una ragazza di 17 anni, Irene Sala, di Villanuova sul Clisi.

All’improvviso sul viadotto che sovrasta la linea ferroviaria a Rezzato l’auto impazzisce e, verosimilmente a velocità elevata, sbanda paurosamente invadendo la corsia opposta, proprio mentre sopraggiunge in direzione opposta un pullman, con a bordo il solo conducente. Un solo istante e un impatto devastante si porta via cinque giovani vite. La vettura, resa irriconoscibile, dopo l’impatto descrive una traiettoria folle, resta di traverso in mezzo alla lingua d’asfalto, il pullman prosegue fino ad accostare poco oltre: l’autista è ferito per fortuna in modo lieve e sotto choc.

Sull’auto nessuno si muove. Tutt’attorno la strada è disseminata di frammenti della vettura, oggetti sbalzati dall’utilitaria, ridotta a un rottame. I soccorsi arrivano, ma presto il solo compito che resta al personale sanitario e ai Vigili del Fuoco è quello di stendere dei teli sui cadaveri adagiati sull’asfalto gelato dalla notte di gennaio.

La strada è chiusa, la circolazione interrotta. La notizia inizia a rimbalzare da un telefono all’altro, la certezza si fa strada tra l’incredulità generale: i cinque giovani a bordo dell’auto sono tutti morti. Restano come sudari di pietà le coperte termiche distese dai soccorritori, su cui si infrangono le luci blu dei lampeggianti di ambulanze, mezzi della Polizia Locale di Rezzato e Polizia Stradale. Alcuni dei familiari, avvisati dell’incidente, accorrono: lo strazio si consuma su un lembo d’asfalto, gli agenti fanno allontanare i parenti, per risparmiare loro la scena orribile che ha trasformato un sabato sera in un incubo senza ritorno per padri, madri, fratelli. Cinque famiglie, decine di amici, un’intera valle.

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