Valsabbia

Braccia aperte ai bimbi saharawi bisognosi di cure

L'associazione gavardese Rio de Oro ha organizzato accoglienza per i bambini africani con gravi problemi di salute
Il piccolo Omar dopo l'intervento - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il piccolo Omar dopo l'intervento - Foto © www.giornaledibrescia.it

Omar, adesso, sta bene. Omar, adesso, può giocare con gli altri bambini, e sperare in un futuro che prima sembrava essergli negato. Omar è uno dei nove piccoli saharawi con problemi di salute che l’associazione gavardese Rio de Oro ha condotto in Italia quest’anno affinché venissero sottoposti alle cure necessarie.

Il suo caso era particolarmente grave, giacché il suo problema, se non si fosse intervenuti rapidamente, non gli avrebbe dato scampo. «Qualche giorno fa è stato operato a Milano - fa sapere Ernani Cortini, uno dei suoi angeli custodi -. Tutto è andato per il meglio».

Ormai da diversi anni i volontari della Rio de Oro si danno da fare per aiutare i bimbi saharawi. Un popolo dimenticato, il loro, un popolo senza patria, costretto a vivere, in condizioni spesso durissime, nei campi profughi del deserto africano, al confine tra Marocco e Algeria.

Quest’estate, come si diceva, sono nove i minori che la onlus gavardese si è presa in carico. Per curarli, soprattutto, ma anche per far loro passare un periodo di serenità. Nelle scorse settimane, ad accoglierli sono stati la scuola primaria di Vallio Terme e l’oratorio di Capriano. Dopo Gavardo, che in questi giorni ospita i bimbi e i loro accompagnatori nei locali della scuola parrocchiale Don Bosco, sono previste altre due tappe, a Idro e a Caino.

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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