Obiettivo concreto e imminente numero uno: completare il rilievo e il monitoraggio della parete rocciosa a monte della galleria, per scongiurare nuovi distacchi di materiale e permettere, di conseguenza, ai tecnici di lavorare in sicurezza. Numero due: sollevare la motrice del convoglio, il tutto sempre in sicurezza, per estrarre il grosso masso che, mercoledì intorno alle sei del mattino, è caduto sui binari, investito dal primo treno partito da Edolo in direzione Brescia (a bordo c’era una dozzina di passeggeri, rimasti illesi).
Numero tre: assicurare la stabilità della motrice, che resta sollevata dai binari e parzialmente appoggiata alla galleria, in un equilibrio precario. Per questo ieri è proseguita l’opera dei rocciatori, che stanno sia ripulendo il versante sia posando sensori e strumentazione adeguata: i dati raccolti saranno rielaborati da geologi e ingegneri, che appureranno lo «stato di salute» della roccia.
I tempi, è già stato detto, non saranno brevi. Il tratto di galleria e di binario dov’è avvenuto l’impatto resta sotto sequestro, da giovedì sera, da parte della Procura, che ha aperto un’inchiesta per pericolo di disastro ferroviario colposo, senza però iscrivere alcun nome nel registro degli indagati. L’obiettivo è verificare se le reti paramassi sono state installate correttamente all’ingresso e all’uscita del tunnel e se siano state effettuate le verifiche sia sulla galleria sia sul resto del percorso Brescia-Iseo-Edolo.



