Su un treno viaggiano persone e oggetti. È cosa scontata. Ma sui convogli, grattando la patina superficiale, si spostano anche speranze, preoccupazioni, attese, dolori e tutti i sentimenti che i passeggeri portano con sé, soprattutto se pendolari. È una regola che esiste da sempre, sia che il viaggio sia verso il capoluogo che verso lidi d’oltralpe con orizzonti più ampi pur sotto lo stesso cielo.
Sul treno «delle sei», che ogni mattina presto parte da Edolo per raggiungere la città, salgono quasi solo lavoratori e qualche studente. Tra la dozzina di persone trasportate ieri c’era anche Beatrice. Giovane edolese, laureata in lingue da poco, su quel vagone era salita per recarsi al suo primo giorno di lavoro a Brescia, alle Acli. In città ad aspettarla c’erano i formatori, per il previsto periodo di affiancamento prima dell’avvio dell’attività vera e propria.



