Uno sguardo al cielo e l’altro al telefonino. «Il meteo dice che pioverà ancora per un’ora» assicura un residente. Sono le 23. Inizia così la prima notte di Niardo e Braone dopo l’esondazione deI torrente Re e Cobello, che hanno travolto con fango e detriti i due paesi in Alta Valcamonica. Ora praticamente deserti.
Chi non è stato evacuato decide di rimanere sveglio. «Due auto le ho lasciate fuori dal garage con le chiavi dentro, pronti a scappare» racconta un giovane. A terra ci sono sacchi di sabbia un po’ ovunque, per arginare i danni di nuove bombe d’acqua. «Abbiamo impedito a 260 persone di rientrare in casa» spiega al telefono il sindaco di Niardo, Carlo Sacristani, che non chiude occhio da 24 ore.




