La corsa del contagio continua fortunatamente a rallentare, ieri nel Bresciano i nuovi positivi sono stati 174, l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti (il dato che determina il cambio dei «colori», 250 la soglia per il passaggio alla zona rossa) è a 149, a livello regionale è invece 143. Numeri che lasciano indubbiamente ben sperare e che supportano il piano di aperture dei prossimi giorni.
Ma nel nostro territorio la situazione non è omogenea, con la Valcamonica che continua a restare zona critica. Lo confermano vari indicatori. Partiamo dalla situazione negli ospedali, a ieri, sono 783 i ricoveri per pazienti Covid, di questi 83 sono in terapia intensiva. Ma se il confronto con il giorno precedente vede una situazione sostanzialmente stabile, con qualche leggero miglioramento (sia nelle strutture pubbliche che private), a colpire è, appunto, la situazione della Valcamonica, dove in 24 ore i ricoveri sono passati da 95 a 117. Perché se in Valle negli ultimissimi giorni sembrerebbe che l’aumento dei nuovi positivi cominci a rallentare, non così è stato nelle scorse settimane.
Anche i decessi confermano la delicata situazione in Valcamonica, i casi registrati ieri sono 12 (portando il totale da inizio pandemia a 4.276), di questi 5 si sono verificati appunto in Valle. Nel dettaglio, a Roncadelle è morto un uomo di 74 anni, a Vallio Terme un uomo di 77 anni, a Corte Franca è morta una donna di 79 anni, a Odolo una donna di 94 anni, a Bedizzole è morta una donna di 83 anni, a Brescia è morta una donna di 70 anni, a Tignale è morto un uomo di 73 anni. L’Ats della montagna non comunica i dettagli delle vittime del Covid. I morti quotidiani sono ancora sostanzialmente stabili, questo dato, come spiegano gli esperti, è l’ultimo a scendere. Perché accada i contagi devono essere praticamente azzerati, ci vorrà indubbiamente ancora del tempo. Ma la luce in fondo al tunnel ora si vede nitidamente.




