È il momento della solidarietà concreta, sottoforma di alloggi da mettere a disposizione dei profughi afghani. Istituzioni, enti locali, mondo del volontariato e società civile insieme per trasformare il soccorso in ospitalità.
Oggi pomeriggio, a Palazzo Broletto, si riunisce il Coordinamento della rete Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione che nel Bresciano garantisce oltre quattrocento posti. Titolari dei progetti sono numerosi Comuni, la Provincia, la Comunità montana della Valtrompia. Attraverso dei bandi hanno affidato la gestione dei Sai a vari soggetti del terzo settore. A finanziare è lo Stato. Quei posti, tuttavia, sono praticamente tutti occupati. Da una parte c’è la volontà di aiutare i 104 rifugiati in quarantena nella caserma di Edolo, dall’altra la necessità di recuperare nuovi alloggi. Ecco perché l’incontro di oggi con la partecipazione degli enti locali coinvolti nella rete Sai, l’Associazione Comuni bresciani, i soggetti gestori, è stato allargato ai sindacati, alle Acli, al Forum del Terzo settore, alla Croce Rossa, alla Caritas e al Centro migranti della Curia.



