UniCatt, nuovo anno accademico nel segno dell’alleanza tra generazioni
Nuovi indirizzi tra educazione, sport e ambiente, quasi millequattrocento matricole e un campus che consolida la propria dimensione internazionale. L’Università Cattolica rilancia da Brescia il proprio profilo «glocal» e inaugura l’anno accademico 2025/2026 mettendo al centro formazione, ricerca e alleanza tra generazioni.
Il dies academicus, aperto dalla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Pierantonio Tremolada, ha riportato in aula magna la comunità accademica attorno al tema scelto per quest’anno: l’alleanza tra generazioni. Per la rettrice Elena Beccalli non è un richiamo simbolico, ma una responsabilità concreta, da tradurre in politiche pubbliche e in percorsi di studio capaci di guardare oltre l’immediato. «Ricerca e didattica – ha sottolineato – possono offrire un contributo decisivo allo sviluppo del territorio».
Numeri e novità
I numeri raccontano una sede in crescita: 4.395 iscritti, 21 corsi di laurea e 7 master, 1.389 nuovi immatricolati. Otto facoltà distribuite tra via Trieste e il campus di Mompiano, dove l’ampliamento degli spazi ha rafforzato la dimensione internazionale. Il corso triennale in Business and Finance, interamente in inglese, è frequentato per metà da studenti provenienti dall’estero. Dieci, inoltre, i progetti attivi nel Piano Africa dell’Ateneo.
Numerose le novità annunciate. Nella laurea in Scienze dell’educazione e della formazione vengono rafforzati i percorsi dedicati agli educatori; nella magistrale in Physics debutta l’indirizzo «Climate change and management of environmental risk»; in Psicologia arriva «Abitiamo lo Sport: l’intervento dello psicologo». Ambiti diversi, ma accomunati dalla volontà di intercettare nuove esigenze professionali e sociali.
Le istituzioni
Attorno a questa evoluzione formativa si è articolato il confronto con le istituzioni. La sindaca Laura Castelletti ha richiamato il ruolo della Cattolica nel consolidare Brescia come città universitaria attrattiva. «Ogni giovane che sceglie Brescia porta nuove energie e nuove idee», ha osservato, ricordando l’ingresso della città nella rete mondiale delle Unesco Learning City e il contributo della cattedra Unesco in educazione per lo sviluppo umano integrale.
L’assessora regionale Simona Tironi ha ribadito che investire in formazione e ricerca significa investire nella competitività del territorio, in una fase segnata da transizione ecologica, digitalizzazione e intelligenza artificiale. «L’università è un valore pubblico», ha detto.
Formazione e lavoro
Un legame con il sistema produttivo su cui ha insistito anche il presidente di Ebis Alessandro Azzi. Nel ricordare come nel 2024 il tasso di disoccupazione bresciano sia sceso al 2,8%, Azzi ha evidenziato le difficoltà che stanno emergendo nel 2025, con un aumento della cassa integrazione. «Occorre rafforzare l’incontro tra formazione e mondo del lavoro», ha osservato. Nel suo saluto, il vescovo Tremolada ha invitato a «formare la mente a partire dal cuore» e a non delegare «ad altre intelligenze» il compito del sapere.
In questo quadro si è inserita anche la prolusione del professor Enrico Giovannini, intervenuto in collegamento sul tema dell’alleanza tra generazioni, mentre la testimonianza degli studenti è stata affidata ad Andrea Negrini. Nel corso della giornata non è mancato un lungo applauso per Mario Taccolini, che conclude il suo incarico di coordinatore delle attività della sede dopo anni di intensa interlocuzione con la città.
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