Migliori università d’Europa: come sono messe UniBs e Cattolica
L’Università degli Studi di Brescia è 362esima nella classifica europea delle migliori università, con un punteggio complessivo di 33.5. Nello specifico, per quel che concerne la produttività scientifica, l’Ateneo risulta secondo in Italia tra le 64 università censite e 23esimo in Europa.
Risultati positivi anche per l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia che nel ranking europeo raggiunge la 136esima posizione. L’Ateneo inoltre guida la classifica italiana per mobilità internazionale, sia in entrata che in uscita. A dirlo è il Qs World University Rankings Europe 2026, la classifica dedicata interamente alle università europee.
Il metodo della ricerca
La metodologia della classifica si basa su 5 indicatori: research and discovery (reputazione accademica e produzione scientifica), employability and outcomes (reputazione presso i datori di lavoro e tasso occupazionale), learning experience (rapporto docenti-studenti); global engagement (internazionalizzazione di ricerca, docenza e mobilità studentesca) e sustainability (impatto sociale e ambientale degli Atenei sulla base della classifica QS Sustainability Ranking).
L’UniBs
L’UniBs si distingue, a livello europeo, per la produttività scientifica dei suoi ricercatori, raggiungendo il 23esimo posto con 97.9 punti, in crescita di 60 posizioni rispetto all’edizione precedente della classifica.
Esiti positivi anche per quanto riguarda l’impatto delle pubblicazioni: l’Ateneo si colloca al 141esimo posto con 79 punti. È al 227esimo posto invece per l’indicatore Sustainability, con un punteggio di 80.2.
In Italia
Come si diceva, rispetto alle Università italiane, 64 per l’appunto recensite, l’Ateneo bresciano si colloca al secondo posto per produttività scientifica, migliorando rispetto al 21esimo posto dell’edizione precedente e registrando un punteggio di 20.9, a fronte di una media nazionale di 4.2 punti. Terzo posto invece per numero di citazioni, superando anche qui la media nazionale: 12.9 punti contro 9.2.
L’UniBs rientra inoltre nella top 10 nazionale per faculty student ratio – che fa riferimento al rapporto tra numero di studenti e docenti – e international student diversity, ossia le diverse nazionalità da cui provengono i suoi studenti.
Buoni risultati si registrano anche per gli indicatori employer reputation (competenze dei laureati al loro ingresso nel mondo del lavoro, 18° posto), international faculty ratio (numero di docenti internazionali, 18° posto) e sustainability (21° posto).
Superano le medie nazionali il punteggio relativo all’occupabilità (employment outcomes: 24.3 punti a fronte di una media di 17.8) e quello relativo all’internazionalizzazione della ricerca (44.2 punti contro una media di 37).
L’UniCatt
Il miglioramento nel ranking dell’Università Cattolica invece è accompagnato da un incremento complessivo del suo punteggio: da 50,5 nel 2025 a 63,9 nel 2026, raggiungendo così la 136ª posizione.
Nello specifico per quanto concerne l’Outbound Exchange Students (mobilità in uscita), l’Ateneo ha ottenuto un punteggio di 100 su 100, collocandosi prima in Italia e terza in Europa. Nell’indicatore Inbound Exchange Students (mobilità in entrata) invece il risultato è di 99,9 punti su 100 che si traduce nella prima posizione in Italia e nella 22esima a livelo europeo.
L’Università Cattolica inoltre a livello europeo avanza di 21 posti nel parametro Papers per Faculty (numero di pubblicazioni per docente), mentre in Italia occupa la posizione numero 5 per Employer Reputation (Reputazione presso i datori di lavoro), la 6 per Employment Outcomes (Esiti occupazionali) e la 8 per Citations per Paper (Citazioni per articolo).

La rettrice
«L’Università Cattolica del Sacro Cuore si configura come un vero e proprio microcosmo globale – commenta la rettrice Elena Beccalli –. Siamo il primo Ateneo in Italia per attrattività di studenti dall’estero, ma siamo anche il primo per possibilità di scambi internazionali offerti ai nostri studenti. Dati che non sono solo statistiche, ma testimonianza di una rete viva che collega l’Italia al resto del mondo».
«Nei nostri cinque campus, l’internazionalizzazione non è un concetto astratto, ma un’esperienza quotidiana fatta di aule multiculturali, stage nelle capitali mondiali e scambi con i più prestigiosi atenei internazionali. Investiamo sul capitale umano perché crediamo che la leadership del futuro nasca dal confronto con le complessità globali».
Quadro nazionale ed europeo
In testa alle università italiane si conferma il Politecnico di Milano alla 45esima posizione (rispetto alla 38esima del 2025), segue l’Università di Bologna che è 59esima. Perdono di posizione anche l’Università Sapienza di Roma che dalla 66esima posizione scende alla 77esima e l’Università di Padova che è al 92esimo posto rispetto alla 87esimo scorso.
In controtendenza troviamo l’Università di Tor Vergata che scala di 17 posizioni entrando nella top 150. Buona performance anche per Trento che dalla 186esima postazione arriva alla 174esima, e per Pavia che raggiunge il 178esimo posto.
Se si rivolge lo sguardo all’estero, la prima a guidare la classifica europea è l’Università di Oxford, che abbandona il suo terzo posto e si aggiudica un punteggio di 100 su 100. L’ETH di Zurigo perde quindi il primato e slitta in seconda posizione. Terzi a parimerito l’Imperial College di Londra e l’UCL.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
