Università

UniBs, più fondi grazie alla ricerca: Brescia nel 50% degli atenei virtuosi

Dal Mur 88,8 milioni, +1,53% rispetto al 2025. Soddisfatto il rettore Castelli: «Premiata la performance scientifica»
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

Studenti nella sede di contrada Santa Chiara
Studenti nella sede di contrada Santa Chiara

La qualità della ricerca vale più fondi. L’Università degli studi di Brescia è tra gli atenei italiani premiati dal nuovo riparto del Fondo di finanziamento ordinario, con un incremento dell’1,53% delle risorse assegnate rispetto al 2025. Un risultato che colloca l’ateneo bresciano nella metà delle università italiane che hanno visto crescere il proprio finanziamento statale e che il rettore Francesco Castelli collega anche ai risultati ottenuti sul fronte scientifico.

Il rettore Francesco Castelli
Il rettore Francesco Castelli

In Lombardia

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha assegnato agli atenei statali della Lombardia complessivamente 1 miliardo e 161 milioni di euro, con una crescita di 18,4 milioni rispetto allo scorso anno e del 31,9% rispetto al 2019. All’Università degli studi di Brescia sono destinati quasi 88,8 milioni di euro.

Nella classifica regionale, la parte più consistente delle risorse va all’Università degli studi di Milano, alla quale sono assegnati circa 322 milioni di euro. Seguono il Politecnico di Milano con 281 milioni e l’Università di Milano-Bicocca con 169,1 milioni. L’Università di Pavia riceve circa 147,8 milioni, mentre dopo Brescia si collocano l’Università di Bergamo, con 77,7 milioni, l’Università dell’Insubria con circa 59,4 milioni e l’Istituto universitario di studi superiori di Pavia con 15 milioni.

In Italia

A livello nazionale il Fondo di finanziamento ordinario 2026 raggiunge i 9.415 miliardi di euro, con un aumento di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26% rispetto al 2019. «Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e lombarde», ha dichiarato il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. «Questo si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti».

Secondo Bernini, però, la crescita delle risorse deve andare di pari passo con la capacità di valorizzare il merito: «Non basta investire di più, serve investire meglio. La nostra visione è rendere il sistema universitario italiano sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito e offrire ai giovani maggiori opportunità».

Merito

Proprio sul fronte del merito si inserisce il risultato dell’ateneo bresciano. «Circa la metà delle università è rimasta a zero, cioè non ha perso e non ha guadagnato risorse, mentre l’altra metà ha registrato un aumento. Noi rientriamo in questo gruppo virtuoso», spiega il rettore Francesco Castelli. «Il nostro incremento è pari all’1,53%: un dato di cui sono soddisfatto perché riflette alcune delle performance che ci sono state riconosciute».

Tra i fattori che hanno contribuito all’aumento ci sono anche gli esiti dell’ultima Valutazione della qualità della ricerca. «L’Università di Brescia ha avuto un incremento anche in virtù dei risultati scientifici ottenuti nell’ultima Vqr», aggiunge Castelli.

Per UniBs il nuovo riparto rappresenta dunque un riconoscimento del percorso compiuto negli ultimi anni, nel quale la ricerca ha avuto un ruolo centrale. Un segnale positivo in vista del nuovo anno accademico, che per l’ateneo bresciano si apre sotto i migliori auspici.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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