Salvare la voce dell'organo Antegnati
Il cammino di un sabato pomeriggio cittadino mi ha portato in un luogo di potente bellezza, nel quale periodicamente torno, ricevendo ogni volta in dono sensazioni di pace e di armonia: la chiesa di San Giuseppe, uno dei gioielli bresciani, poco discosto da Piazza Loggia. L'accesso dimesso è inversamente proporzionale alla meraviglia che si respira al suo interno. L'ascolto della messa in cotanta cornice artistica è una piacevole esperienza. Eppure, qualcosa manca.
Già, è spenta, da alcuni mesi, la voce possente e al tempo stesso elegante dell'Antegnati, lo straordinario organo realizzato nel 1581 da Graziadio e Costanzo Antegnati. L'opera, che impreziosisce la chiesa per Antonomasia degli artigiani bresciani, è considerata, per le sue caratteristiche costruttive, per lo stato di conservazione e per le considerevoli dimensioni, uno degli organi rinascimentali di maggiore rilievo a livello continentale.
Dopo la partecipata esecuzione del due dicembre 2025, affidata all'organista Susanna Soffiantini, iniziò lo smontaggio dell'organo, che necessita di un potente intervento di conservazione e ripristino. Promotrice del restauro è la Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita, con il parroco monsignor Gianbattista Francesconi, concessionaria della chiesa di San Giuseppe e dell'organo Antegnati di proprietà demaniale.
Per la complessa attività è stato costituito il Comitato per il restauro dell'organo, presieduto da Lorenzo Ghielmi. Molteplici le attività contemplate dal relativo progetto: dalle indagini diagnostiche al restauro delle Canne in metallo, del somiere maestro, del crivello, catenacciature e tiranti; dalla ricostruzione della tastiera, della pedaliera e della registratura su modelli coevi alla ricostruzione della manticeria, con l'automazione del caricamento mantici.
Previsto anche il restauro della cassa lignea, delle cantorie e delle decorazioni pittoriche, direttamente ad opera della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. La voce dell'Antegnati mancherà a lungo. Le stime per il potente intervento conservatore indicano sia necessario un periodo che potrebbe superare i tre Anni, forse quattro. Già dai primi approfondimenti sono emersi danni legati tarlo del legno e al cancro dello stagno.
Un compito tutt'altro che semplice per il restauratore Marco Fratti, protagonista di un certosino intervento, che s'annuncia per lunghi tratti solitario. Il complesso intervento comporta inevitabilmente un considerevole investimento economico per la sua realizzazione: il preventivo di spesa indica l'importo di circa 700mila euro, 350mila per il restauro dell'Organo; 200mila per la cassa e le cantorie; 140mila per il risanamento del Locale dei Mantici.
Per sostenere il restauro è in corso la campagna di sottoscrizione pubblica, visitabile sul sito sostieni.sanfaustinobrescia.org. L'intervento rientra tra quelli di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale che danno diritto al beneficio fiscale denominato Art Bonus. Vieni Bresciani non possiamo che auspicare sia possibile ridare voce a un patrimonio culturale e artistico di grande rilievo per la nostra città.
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