L’odierno itinerario della nostra rubrica collega la camuna Valgrigna con Torino, prima capitale d’Italia, attraverso la vanga e la cultura. A Terra Madre–Salone del Gusto, in programma nella città della Mole da giovedì 24 a domenica 27 settembre, troverà spazio anche Officina Fabre, chiaro riferimento dal francese ai fabbri, realtà nata per l’intraprendenza e la passione di Carlo Pedretti, che ne è anche il presidente.
«La nostra partecipazione al vivace Salone – commenta Pedretti – sarà un’occasione per portare all’interno di una manifestazione internazionale dedicata alle comunità e ai territori una riflessione sul valore del lavoro artigianale e sulla capacità della materia di custodire memoria, conoscenza e innovazione, creando suggestioni, collegamenti e contaminazioni. In questo caso, il dialogo sarà tra la zappa e la terra, tra il ferro e il cibo».
Attraverso opere, strumenti, testimonianze e percorsi narrativi, la mostra racconterà il ferro sia come materiale da lavorare, sia come elemento che attraversa la storia delle comunità alpine, e in particolare della Valcamonica, dialogando con differenti realtà contemporanee. Per i protagonisti di Officina Fabre la partecipazione a Terra Madre rappresenta un’opportunità per condividere esperienze, costruire relazioni e contribuire a una visione del futuro in cui tradizione e innovazione procedono insieme.
Durante la manifestazione Terra Madre, nel centro di Torino, a differenza degli anni iniziali, quando era ospitato nell’area espositiva di Lingotto Fiere, Palazzo Lascaris ospiterà Convivium Atto III, altra iniziativa della realtà guidata da Carlo Pedretti, che parallelamente porterà in Piazza San Carlo testimonianze della Valle Camonica e delle incisioni rupestri. La mostra sarà parte integrante di Terra Madre, il grande evento internazionale organizzato sin dal 2004 da Slow Food, che riunisce produttori, agricoltori, cuochi, artigiani del cibo, ricercatori e cittadini da vari angoli del mondo, con il proposito di promuovere un sistema alimentare «buono, pulito e giusto». Interessante la descrizione data da Officina Fabre per spiegare la natura del Convivium: rappresenterebbe il legame che, attraverso il lavoro, si crea tra la terra e il cibo.
Dallo strumento agricolo – la zappa – al piatto del ristorante, passando dal lavoro artigianale della forgiatura a quello agricolo della coltivazione sino alla trasformazione in arte culinaria dei cuochi. Uno strumento sintetico e visivo, nato in una terra dove la forgiatura è un processo dal valore ancestrale e allestita a Torino per onorare la memoria di Carlo Petrini che, ricordano a Berzo Inferiore, sede di Officina Fabre.
«Visitandola, aveva colto il valore primigenio del gesto di zappare, dissodare il terreno per prepararlo alle nuove colture e dissodare la mente per aprirla a nuovi messaggi. Terra Madre, organizzata Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, propone degustazioni, convegni, progetti, per una riflessione sulla biodiversità, intesa come una delle principali forme di ricchezza, nonché cultura di pace. Officina Fabre nasce a seguito di un lavoro di archivio fotografico di un cospicuo e curioso numero di stampi da zappa della ditta Domenico Pedretti Sas che ha prodotto questo attrezzo sino al 2023. La famiglia Pedretti ha messo a disposizione del progetto la fucina Maglio di San Tomaso, a Berzo Inferiore, risalente al 1500, divenuta una vera e propria «fucina di idee», luogo privilegiato per sperimentare l’arte della forgiatura in una chiave tutta nuova. La zappa, un attrezzo semplice, capace di generare molti spunti creativi, di studio e di ricerca. Parallelamente al lavoro fotografico è nata l’idea di creare un archivio dedicato alle zappe: una mappatura degli stampi, dei modelli, delle forme e dei nomi legati ai territori.
«Un sapere concreto e simbolico – commentano con orgoglio – tra le incudini e i magli nella fucina di Berzo Inferiore, che prende forma in uno spazio consultabile, aperto alla ricerca, al confronto e alla memoria condivisa di questo umile, affascinante attrezzo». L’obiettivo dichiarato di tale particolare spazio ricco di suggestione e storia, che profuma d’intraprendenza e di voglia di fare, consiste nel mantenere viva la memoria e la tradizione del mondo del ferro e della forgiatura.




