«L'Anesone Triduo di nostra speciale preparazione è una gradevole bibita, non troppo stimolante. Preso nell'acqua dà alla stessa un grato e delizioso sapor; corregge e neutralizza qualunque miasma, rendendo potabile ogni acqua di fosso o palude. Nel caffè sviluppa maggiormente il profumo e riesce gustoso al palato, gradito allo stomaco e aiuta fortemente il ventricolo nella digestione».
È la descrizione, accompagnata dalle traduzioni in francese e inglese, che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si leggeva sull'etichetta dell'Anesone Triduo, già dagli inizi dell'Ottocento considerato una «premiata specialità di Brescia» e spedito con successo in tutto il mondo, Africa, America ed Oceania incluse.
Tempi recenti
Oggi l'Anesone Triduo, che rese ovunque celebre la ditta Mancabelli, produttrice di liquori nella Bassa, continua a rappresentare il nostro territorio, prodotto dalle Distilleria di Franciacorta, nel frattempo incorporate nella Stock, nel Borgo Antico San Vitale di Borgonato di Corte Franca. E sino al 2010 il marchio era in portafoglio alla Guido Berlucchi, attiva a poche centinaia di metri dall'attuale luogo di produzione. Pare un paradosso: un prodotto di nicchia per antonomasia, orgoglio della tradizione locale ma certo non un marchio che brilla oltre i provinciali confini, è prodotto e distribuito da un colosso del mondo degli spirits. Infatti, dopo passaggi, acquisizioni e integrazioni societarie, l'ultima iniziata nel 2019 si è conclusa il 1° aprile 2026 con la fusione per incorporazione di Distillerie Franciacorta nella Stock.
Due secoli fa
Una nuova vita per l'antico digestivo Made in Brescia, che seppe imporsi circa due secoli fa e che a lungo ha mantenuto prestigio e riconoscibilità. Per una certa fase fu mantenuta l'antica classica e vivace etichetta, in cui campeggiava l'area descrittiva su fondo giallo, incorniciata in un elegante bordo blu. Silla Stessa colpiva la raffigurazione delle medaglie conquistate dal liquore alle esposizioni di Verona nel 1868, Milano e Roma nel 1881 e Torino nel 1884.
Una presenza che continua dal 1824, anno a cui risale la messa a punto del liquore, ad opera del distillatore di Orzinuovi Cristoforo Reboldi. Premiato in varie varianti esposizioni universali e apprezzato in Europa e in America, il brevetto dell'Anesone triduo passò alla ditta Rossi sempre di Orzinuovi e infine ai fratelli tirolesi Mancabelli trasferitisi a Brescia dal Tirolo.

Il futuro
Un percorso di successo per l'anesone, sino al declino negli anni '80 del Novecento, quando la famiglia Mancabelli pose fine alla produzione. Ora potrebbe aprirsi una nuova stagione per l'Anesone, con una potenziale rinnovata giovinezza, confidando risultino ancora valide le esortazioni del poeta dialettale bresciano Rasèga, che decenni or sono ebbe a scrivere: «Dismintighiff mai del vost triduo che l'è n gran bu èl va fa cantà... L'è en doer dè voalter Bressà anzi, 'n unùr dè biil e dè fal béer. Però! bisogna miga, esagerà».
Il liquore prevede tre distillazioni ripetute di circa una decina di erbe aromatiche e spezie, tra cui l'anice stellato che conferisce il tipico tocco finale. Giuseppe Zanardelli, il bresciano che fu Presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 15 febbraio 1901 al 3 novembre 1903, così si espresse sull'Anesone: «Quell'acquavite d'anice che è nel lombardo-veneto reputata e ricercatissima sotto il nome di Mistrà di Brescia, e la cui più perfetta qualità si trova nell'Anesone triduo degli Orzinuovi». Lunga vita all'Anesone, nuova antica Premiata specialità bresciana.




