Storie

SuperEnalotto, il primo jackpot della storia fu centrato a Poncarale

Il primo «6» nella storia della lotteria arrivò nel 1998 nel Bresciano, proprio qualche giorno dopo l’esposto che definiva l’«oggettiva e dimostrata impossibilità di vittoria»
Barbara Fenotti
Il titolare del bar di Poncarale dopo la storica vittoria al SuperEnalotto - © www.giornaledibrescia.it
Il titolare del bar di Poncarale dopo la storica vittoria al SuperEnalotto - © www.giornaledibrescia.it

Tredici miliardi di lire. Nel 1998 bastavano queste quattro parole per far girare la testa a un paese intero. Quel paese era Poncarale, dove il 17 gennaio venne centrato il primo «6» nella storia del SuperEnalotto. Una notte entrata negli archivi e rimasta tra le grandi vincite bresciane. Quasi trent’anni dopo quel colpo torna d’attualità. L’11 settembre a Oggiono, in provincia di Lecco, una schedina da appena 5 euro ha centrato un «6» da 223.173.416,83 euro, il secondo jackpot più alto nella storia del SuperEnalotto. Con quest’ultima sono 135 le vincite con il «6» realizzate dalla nascita del concorso nel 1997, mentre i jackpot assegnati sono 119. I premi di prima categoria distribuiti finora superano complessivamente i 5 miliardi di euro.

Prima di Oggiono l’ultimo «6» era arrivato il 22 maggio 2025 proprio nel Bresciano, a Desenzano del Garda: anche in quel caso bastò una schedina da 5 euro per portarsi a casa 35.415.534,71 euro. Pochi mesi prima, il 15 ottobre 2024, a Riva del Garda una giocata da 3 euro ne aveva fruttati 89.221.270,22. Andando indietro fino alle origini si arriva a Poncarale, dove nel gennaio 1998 cominciò tutto. Il record assoluto resta quello del 16 febbraio 2023: 371.133.424 euro, distribuiti attraverso un sistema da 90 quote giocato in tutta Italia.

La tabaccheria Bocchio di Rivoltella, dove sono stati vinti 35 milioni con il 6 al Superenalotto - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it
La tabaccheria Bocchio di Rivoltella, dove sono stati vinti 35 milioni con il 6 al Superenalotto - Foto Gabriele Strada Neg © www.giornaledibrescia.it

I numeri e il sistema

Il fascino della storia del 1998 sta anche in tutto ciò che accadde attorno a quei numeri: 29, 37, 49, 51, 55 e 74. La combinazione era contenuta in un sistema gigantesco per l’epoca: 378 colonne, costo 302.400 lire. La giocata era stata convalidata tra le 15 e le 16 alla ricevitoria, l’unica del paese, gestita da Alfonso Comini insieme alla moglie Giusy Selvatico. Non era neppure la prima volta che la fortuna bussava a quella porta: qualche anno prima un «13» al Totocalcio aveva portato 300 milioni. Dopo quella sera, però, sarebbe sembrato poco più di un antipasto.

Il «6» raccontava soltanto una parte della storia: lo stesso sistema aveva centrato anche 22 «5», 100 «4» e 160 «3». Il premio di prima categoria valeva oltre dodici miliardi e mezzo di lire, ma sommando le vincite minori il bottino poteva sfiorare i 15 miliardi. Il GdB lo definì allora «la più alta vincita mai pagata da un gioco in Italia».

Il giallo dei vincitori

Poi cominciò il giallo dei vincitori. Le prime ricostruzioni parlavano di un gruppo di amici, ma i nomi restavano nell’ombra. Comini assicurava di non sapere chi fossero. Eppure raccontò un episodio che sembra scritto apposta per essere tramandato. Dopo le 21, a estrazione avvenuta, una persona entrò nel locale e gli mostrò proprio quel sistema. Voleva sapere se avesse vinto. Il titolare controllò, faticò persino a rendersi conto della portata del risultato e gli disse che, secondo lui, almeno il «5» era sicuro. L’uomo ringraziò e se ne andò di corsa. Solo dopo sarebbe diventato chiaro che quella schedina valeva una fortuna.

Intanto Poncarale si accorgeva di essere diventata famosa. Le telefonate si susseguivano, i telegiornali rilanciavano la notizia, gli avventori riempivano il bar. Per Alfonso Comini, però, niente percentuale sul tesoro: «Di questa cifra non vedrò nulla», spiegava, confidando che i fortunati si ricordassero di lui. La moglie Giusy guardava invece al clamore regalato al paese, «del quale si parla sempre troppo poco». Quella sera lo diceva sapendo che, almeno per una volta, di Poncarale stavano parlando tutti.

Lo scherzo della storia

C’è persino un piccolo scherzo della storia. Proprio nei giorni precedenti il coordinatore del movimento Diritti Civili Franco Corbelli aveva presentato un esposto chiedendo la sospensione del SuperEnalotto e contestando quella che definiva l’«oggettiva e dimostrata impossibilità di vittoria». Poi arrivò sabato 17 gennaio. Sei numeri estratti mandarono quella certezza in frantumi, consegnando a un bar di Poncarale un posto nella storia del gioco italiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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