Regia: Peter Askin
Con: Dolph Lundgren, Matthew Reese, Danielle Chuchran, Chuck Liddell, Michael Flynn, Renny Grames, Eve Mauro, Melanie Stone, Michaela McAllister, Amy Sturdivant
Genere: azione
Distribuzione: Koch media

Tempi feraci, si fa per dire, per i fan di Dolph Lundgren, l’attore svedese la cui fama è iniziata come Ivan Drago-“Io ti spiezzo in due” il pugile russo che combatte contro Sylvester Stallone in “Rocky IV” e che da allora ha interpretato molti film soprattutto d’azione, parecchi dei quali b movie. Fan che, dopo averlo potuto vedere un mese e mezzo fa in “Shark lake”, ennesima variazione in tema di squali, e più di recente in “War pigs” sul filone di “Quella sporca dozzina”, ora lo ritrovano ma come coprotagonista (l’attore principale è Matthew Reese) in questo “Riot – Imprigionato per uccidere” dal sottotitolo sin troppo chiarificatore e che elimina quella che potrebbe esser un colpo di scena iniziale. Reese è Jack Stone, un criminale che tenta una rapina in banca, ma lo fa in modo così maldestro da essere arrestato e condannato al carcere di Attica. Ma qui sta il trucco: Stone non ha commesso errori, ma ha operato freddamente per poter finire in prigione e precisamente in quella dove c’è il boss russo Balam (Chuck Liddell), reo di aver fatto assassinare a sangue freddo i suoi familiari.

Un bel tipetto questo Stone, criminale spietato che usa il carcere per gestire i suoi sporchi affari al riparo di mura considerate inviolabili: la sua cella, nella zona più interna, è una sontuosa sala privata sistemata appositamente per lui e inaccessibile per la maggior parte degli altri prigionieri; non solo, egli ha nel suo libro paga poliziotti e secondini, che per di più hanno paura di lui. E Lundgren? Beh, lo svedese è William, un recluso apparentemente tranquillo e innocuo che Stone conosce in carcere, ma in questo caso è chiaro che ci sarà una sorpresina, come pure per ciò che riguarda Alena (Danielle Chuchran), una reclusa bella e tutta grinta che permette al filone carcerario di assumere qualche connotazione sexy e che è pure lei una sorta di gatta morta che fa proprio il paio con lo svedese. Il come si vedrà, anche se non è arduo intuirlo, in un film di puro consumo fatto con mestiere che altro non cerca alta qualità e vuole solo offrire intrattenimento per gli amanti del genere. Disponibile in dvd e persino in blu ray la cui alta definizione permette di notare molti dettagli, dai pori delle pelle ai tatuaggi e alle rughe, ma anche pareti sporche e tute carcerarie usurati. Poca cosa gli extra, limitati a trailer e credits.



