La Vittoria Alata di Brescia viaggia parecchio. È finita in Giappone, in Canada, in Germania. Ha fatto tappa a Roma, a Brindisi, in varie città italiane. E da qualche giorno – suo malgrado – è finita anche dentro una polemica politica tutta bresciana, nata dopo che una riproduzione della statua è stata consegnata al ministro Carlo Nordio durante la sua visita in città. A distribuire il dono è stato Fratelli d’Italia e dalla Loggia è arrivata una bacchettata: l’immagine simbolo della città, è il messaggio veicolato dalla sindaca, non può essere utilizzata senza che sia stata concessa l’autorizzazione, come gadget politico.
Il produttore
Nel mezzo, quasi incredulo, c’è l’uomo che quelle «Vittorie» le produce da mezzo secolo: Claudio Bugatti, titolare della Bugatti Industrie di Lumezzane. Settanta anni, nell’azienda di famiglia da quando ne aveva 15. «Sono rimasto stupito, non me l’aspettavo – racconta –. Questa riproduzione è stata consegnata a rappresentanti istituzionali di tutti i colori politici: Delrio, Renzi, Fontana, Meloni. È un omaggio all’istituzione in quanto tale».




