Storie

Perse il braccio in un incidente, continua a vincere nel tennistavolo

La storia straordinaria di Elisa Trotti, che non si è arresa ed è tornata campionessa nello sport di cui eccelleva prima dello schianto in moto
Vincenzo Cito
Elisa Trotti impegnata in una partita - © www.giornaledibrescia.it
Elisa Trotti impegnata in una partita - © www.giornaledibrescia.it

Dopo che la vita ti aveva dato il meglio, riprenderla da dove si era interrotta è la sfida più esaltante. Lo ha dimostrato Elisa Trotti, vittima nell’estate 2016 di un incidente che le costò la perdita del braccio destro mentre era all’apice del tennistavolo italiano.

Pochi giorni prima di salire sulla moto di un amico finita fuori strada in Val di Scalve aveva appena firmato un contratto con l’Appiano (poi finalista del campionato), che l’aveva cercata apposta per dare l’assalto allo scudetto. «Avrei lavorato anche come istruttrice - ricorda -, ormai la mia strada era segnata. Sarei diventata in tutto e per tutto una professionista».

Riscrivere il proprio futuro

Da anni nel giro della Nazionale, dopo aver debuttato in A1 col Vallecamonica a 17 anni, di colpo la giovane atleta ha dovuto riscrivere il proprio futuro. E prima che a se stessa, ha pensato agli altri. «Non mi sono mai lasciata andare e la mentalità agonistica acquisita nello sport mi è stata di grande aiuto - racconta -. Ero preoccupata soprattutto per i miei genitori, li vedevo soffrire per quanto mi era capitato. Eppure io mi sentivo comunque fortunata, ero viva dopo aver strisciato sull’asfalto per più di duecento metri».

Già a dicembre eccola impegnata con gli amici in opere di assistenza per i terremotati a Norcia. Quindi, ha proseguito l’attività di volontariato nell’associazione Dammi il Cinque interrotta solo dalla pandemia. Positiva, serena, autoironica, nonostante tutto: frequenti i post su Facebook sulle disavventure che possono capitare nella sua situazione: ecco un mazzo di carte rotolare a terra mentre veniva mischiato con una sola mano. «Ora per fortuna sono del tutto autonoma - sorride -. L’unica cosa che proprio non riesco a fare da sola è tagliarmi la carne». Difficile la riabilitazione, durata quasi due anni. Quando le fu consigliato di riprendere l’attività fisica per ridare tono ai muscoli un tentativo di darsi alla scherma fallì subito. «E allora non ebbi più dubbi, dovevo tornare al tennistavolo. Non avevo più il mio braccio destro? Avrei utilizzato l’altro».

Rinascita

Di solito dopo un trauma viene consigliato il contrario: guai confrontarsi con quello che eri prima, il paragone può essere impietoso. Ma Elisa, per completare la rinascita, cercava proprio il suo vecchio mondo. «Mi mancavano l’adrenalina delle vigilie, le trasferte con le compagne di squadra, la gioia di un successo condiviso». Naturale, per lei, affidarsi all’allenatore di sempre, Maurizio Gatti, uno dei più bravi in Italia, per anni ct della Nazionale.

«Gli inizi sono stati duri - ammette - non era facile rendere automatici movimenti che non avevo mai compiuto. Era cambiata la mappatura del corpo, dovevo trovare nuovi equilibri». Poi l’impatto con la realtà. «Ho perso la prima partita, poi la seconda e quindi la terza. E una voce dentro mi diceva che non ne valeva la pena».

Invece Elisa, dopo anni di costanti miglioramenti, oggi è tornata a giocare i campionati nazionali col suo Vallecamonica, e l’anno scorso, in serie A2, ha battuto Cecilia Cicuttini, uno dei talenti più promettenti del tennistavolo italiano. «Mi ha fatto bene rivivere le sensazioni di un tempo - racconta -, anche se oggi lo sport per me è solo un hobby. Una volta mi allenavo tutti i giorni, oggi quando me lo permette il lavoro».

Allevatrice di chiocciole

Ad Angolo Terme, il paese di origine, gestisce un’azienda agricola dove alleva chiocciole, e sta coltivando l’idea di creare una fattoria didattica accessibile a tutti, dal non vedente al ragazzo in carrozzina, che possa ospitare anche cooperative e classi scolastiche.

Allevatrice di chiocciole - © www.giornaledibrescia.it
Allevatrice di chiocciole - © www.giornaledibrescia.it

E se prima era un personaggio di livello nazionale per i suoi successi nello sport, adesso Elisa lo è per il coraggio che ha avuto. Ancora oggi, a distanza di sette anni, la invitano ovunque a raccontare la propria esperienza. Ha conosciuto Bebe Vio, ed è un esempio per le compagne di squadra con cui gioca in serie B. A due turni dalla fine della regular season il team si è già garantito l’accesso alle finali per la promozione e due vittorie sono arrivate proprio da Trotti, preziosa anche per i suggerimenti alle giovanissime compagne. Col sorriso, Elisa ha scalato montagne e ora è più salda di prima. Un solo, piccolo, cruccio. «Dopo quanto mi è successo ho perso molte amicizie - conclude -. In compenso, quelle che sono rimaste ora sono ancora più profonde».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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