Una carriera partita dal territorio bresciano, con tanta gavetta nel volley femminile fra giovanili e serie minori. Poi la serie A2 e qualche esperienza importante in A1 in giro per l’Italia con Marsala, Bergamo, Montecchio Maggiore e Firenze. È la storia di Maurizo Negro, bresciano di Salò, preparatore atletico, da tre anni in Turchia prima nel Fenerbahce Istanbul e ora al Besiktas.
Sensazioni
«Sono contentissimo, lo sport è la mia passione, è energia per me, vita da 12 anni – commenta Negro – . Sono orgogliosissimo di portare Brescia e Salò nelle mie esperienze all’estero. Ho fatto tanta gavetta: nasco con i giovani, mi sono occupato dal mini volley fino alle categorie più alte. D’altronde la pallavolo è la mia passione, mi piace molto lavorare con i più piccoli perché cerco di dare a loro anche spunti e tecniche motorie non solo legate a questo sport».
Come detto Negro, da tre anni lavora in Turchia; prima si è seduto sulla panchina del Fenerbahce per un anno, e ora al Besiktas: «Quella al Fenerbahce è stata un’esperienza dura e difficile, sei in una grande club, la pressione è forte perché le richieste sono tante. È culminata positivamente perché abbiamo vinto la Coppa Turca e la Supercoppa. Il Besiktas è un grande capitolo della mia carriera, con un condottiero come Lorenzo Micelli: un club solido e serio, speriamo di poter raggiungere i play off».
Movimento
È risaputo come campionato di volley femminile turco sia composto da società molto ricche che, infatti, riescono ad attrarre giocatrici molto forti, e per questo è un torneo di grande livello: «Il campionato ha 5/6 società fortissime: il fatto che ci siamo sempre più allenatori italiani comporta un aumento della qualità. Chiaro che per me il campionato italiano rimane sempre quello più duro e difficile perché puoi perdere e vincere su qualsiasi campo».
Tanti obiettivi raggiunti per Negro, quindi, ma tanti sogni ancora da realizzare: «Desidero continuare a fare questa vita: voglio migliorarmi ancora, e riuscire a trarre sempre qualcosa da tutte le esperienze, sia positive sia negative – conclude il bresciano -. Avrei tanti sogni ancora da realizzare, come le Olimpiadi, ma anche tornare in Italia con un club per stare vicino a mio figlio Riccardo e alla mia famiglia».



