Mattia, pastore a 28 anni: «Sempre in giro con le mie 300 pecore»

Francesca Marmaglio
Il giovane bresciano, che da due anni ha aperto un’azienda a Pezzoro, racconta la sua vita in transumanza: «Niente camion, mi piace camminare: una scelta di vita che mi piace»
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Mattia: "Faccio il pastore"
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Mattia tutte le sere conta le pecore. Non lo fa per addormentarsi, ma per essere sicuro di non averne persa nessuna. E il rischio, anche se remoto, c’è, visto che Mattia Astori non solo ha scelto di fare il pastore, ma anche di condurre, ogni anno, il suo gregge nella transumanza. In questi giorni potreste incontrarlo nella zona nord della città, a Mompiano, oppure a Nave.

Lui ha 28 anni, è originario di Coccaglio; da circa due anni ha aperto un’azienda a Pezzoro, in Val Trompia, e d’inverno si sposta camminando con il suo gregge di circa 300 capi verso Brescia: si ferma in alcuni campi della città e dei paesi limitrofi, mentre d’estate fa il percorso al contrario e si trasferisce in malga sul monte Guglielmo.

La scelta di vita

«Da sempre – racconta il giovane pastore – ho la passione per gli animali e per la natura, l’ho ereditata da mio padre. Non ho studiato molto, non mi piaceva la scuola, ma ho cominciato presto a lavorare. Prima nella forneria di famiglia, poi ho seguito mio padre. Per cinque anni, con lui, ho portato a pascolare le sue 100 pecore. Da due anni, invece, sono solo: ho fatto una scelta di vita che mi piace molto».

Le pecore in un campo della zona nord della città - © www.giornaledibrescia.it
Le pecore in un campo della zona nord della città - © www.giornaledibrescia.it

Papà e mamma sono tornati ad occuparsi del pane con la sorella, mentre lui si è trasferito nel paese valtrumplino dove ha aperto un’azienda: «Quella è la mia base – continua Mattia –, ma io sono sempre in giro. D’inverno parto, a piedi, e vengo in pianura per far pascolare il gregge: ho sempre voluto spostarmi a piedi e mai con il camion perché mi piace camminare, vivere la natura. Percorro con le mie pecore, naturalmente, le stradine interne, gli argini del fiume. Parto dall’alpeggio estivo e passo per Marcheno fino a San Vigilio, ma porto le gli animali anche nei campi di Mompiano, Collebeato e Nave. Insomma, sto via tutto l’inverno. D’estate torno in quota e vado in malga».

Con la famiglia

Mattia durante la transumanza invernale va poco a casa: «Spesso – spiega – ho un carretto dove dormo, in questi giorni, invece, vado avanti e indietro da Pezzoro. Lascio le pecore nel campo e torno la mattina presto: ho tutti i permessi necessari, chiedo ai proprietari dei campi o agli agricoltori della zona».

La passione, Mattia, la condivide anche con la compagna Tiruwork Bersini e i due figli, la primogenita Soleil e il piccolino, Cesare: «Sì – conferma il giovane – è una passione di famiglia. Anche a loro piace fare questa vita a contatto con la natura, nella semplicità, con gli animali. D’estate partiamo tutti verso la malga, ci accompagnano anche vari amici che mi aiutano negli spostamenti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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