Storie

L’economia che fa del bene: la mappa dei charity shop di Brescia

Non più solo mercatini delle pulci: la città scopre i negozi solidali sul modello londinese. Dalla moda vintage di Ant e Cauto ai progetti sociali
Giulia Camilla Bassi
Poco Conto - Foto di Lucia Vinaschi
Poco Conto - Foto di Lucia Vinaschi

Per anni li abbiamo chiamati mercatini dell'usato, o «delle pulci», con tutto il sottinteso non troppo lusinghiero di qualcosa di residuale, di seconda scelta o di ultimo rimedio. Eppure, il problema non è mai stato il mercatino in sé: eravamo noi a non essere pronti. Oggi, mentre Brescia scopre i suoi primi charity shop degni di Londra o Amsterdam con spazi consapevoli e assolutamente desiderabili, il riuso riacquisisce finalmente la sua dignità e il suo ruolo fondamentale nel costruire sostenibilità, valore sociale ed economia circolare. Perché vestiti oggetti qui si comprano, ma si portano anche.

Come sono nati

La storia dei charity shop affonda le radici nell'Inghilterra del dopoguerra. Fu l'Oxford Committee for Famine Relief ad aprire il primo negozio nel 1948, con un'idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: raccogliere beni donati dalla comunità, rivenderli a prezzi accessibili e destinare il ricavato a cause umanitarie (in questo caso, nella fattispecie, per portare cibo alle donne e ai bambini stremati dalla guerra). Un modello che, anticipando i tempi, univa in un solo gesto solidarietà, riuso e comunità.

L'Oxford Committee for Famine Relief aprì il primo negozio nel 1948
L'Oxford Committee for Famine Relief aprì il primo negozio nel 1948

Da lì il fenomeno si è espanso in tutto il mondo anglosassone fino a diventarne un'istituzione. Nel solo Regno Unito, infatti, se ne contano oggi oltre undicimila, gestiti da centinaia di organizzazioni non profit. Il segreto del loro successo? Un ecosistema virtuoso in cui donatori, volontari e acquirenti sono spesso le stesse persone, legate non solo da un prodotto, ma da un'idea.

A Brescia

E a Brescia il riuso solidale ha già un indirizzo, anzi, ne ha diversi. Realtà differenti per missione e formula, ma accomunate da un'idea: che ogni oggetto che cambia mano possa fare del bene.

In via Viotto c'è l’hub del riuso «Poco Conto» (dove il motto è «niente e nessuno rimane indietro»), legato all'Associazione Perlar, nata nel 2016 con l'obiettivo di valorizzare le persone senza dimora attraverso relazioni autentiche e comunità inclusive. Oltre alla vendita, l’hub è anche un luogo vivo animato da diverse iniziative, tra cui la Festa del Riuso, appuntamento ormai consolidato nel calendario della città.

I Charity Point Ant Franco Pannuti in città propongono invece abbigliamento, accessori e oggettistica vintage: anche qui tutto il ricavato sostiene l'associazione, impegnata nell'assistenza domiciliare gratuita ai malati di tumore. I punti vendita «Da cuore a cuore» si trovano in via Corsica e in via Trento su due sedi al numero 13/E e 15/V - 15/Z.

In via Cremona opera «La cosa giusta» in cui trovare abbigliamento, oggettistica e accessori per la casa. Il ricavato va interamente a favore di Con-Tatto Servizi, cooperativa sociale che gestisce Casa San Giuseppe e Casa il Mantello per l’ospitalità di uomini e donne in situazioni di grave emarginazione.

In via Milano c’è la cooperativa di comunità ManoLibera per promuovere la partecipazione sociale, che propone invece un modello diverso: non la vendita, ma la condivisione, con la «Biblioteca degli oggetti» pensata per chi vuole usare senza possedere. Su appuntamento lavora anche l’associazione Bimbo chiama Bimbo a sostegno delle famiglie con minori a carico che vivono situazioni di fragilità, che offre il servizio «Guardaroba» per l’acquisto con offerta minima di abbigliamento e oggettistica per l'infanzia.

A sostenere Cauto, cooperativa sociale attiva nella creazione di valore ambientale e territoriale, ci sono invece due spazi dedicati: Spigo al centro commerciale Elnòs Shopping, in cui acquistare moda, accessori e artigianato vintage e Spigolandia, in via Mantova, in cui è possibile trovare anche l’arredo.

Infine, anche Croce Rossa Italiana scende in campo con un charity shop periodico, allestito tradizionalmente durante le festività in Piazza Loggia e in Contrada del Carmine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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