A chi le chiede il segreto per arrivare così lucida e così in forma a 102 anni Innocenza Vivenzi indica il crocefisso. «Decide lui: chiedetelo al Signore». Che sia la fede, l’alimentazione («tante uova, tanto formaggio e poca carne: però lo spiedo lo mangio») o l’incrollabile rete della sua famiglia che venerdì l’ha festeggiata per tutto il giorno, la «Centa», come è conosciuta in paese, anche per questo compleanno ha unito tutto il paese. A festeggiarla sono passati il sindaco Diego Bertussi, l’assessore alla Cultura Roberto Gitti e il parroco, don Antonio Franceschini, oltre che parenti, amici e abitanti di Marcheno.
Ottava di dieci fratelli – di cui uno, Vincenzo, morto nel 2020 all’età di 107 anni, a testimonianza che in casa Vivenzi la longevità è questione di dna –, madre di sette figli (Egidio, Ornella, Giacomina, le gemelle Carla e Maria e Marzia) avuti dal marito Abele Fausti scomparso ormai 53 anni fa, Innocenza è circondata da sedici nipoti e diciassette pronipoti: la più piccola, nata nel 2024, ha esattamente un secolo di differenza dalla bisnonna.
Lucidissima e in forma, è stata lei ad intrattenere i presenti con i suoi racconti: dal passato da fungaiola - passione trasmessa ai figli - fino ai numerosi viaggi, tra Russia, Terra Santa, la crociera sul Nilo e pellegrinaggi a Lourdes e Fatima.
«Ha viaggiato con regolarità fino agli 80-85 anni – hanno raccontato i figli – insieme ai gruppi organizzati dalla parrocchia». Peccati di gola oggi? «Il ciarighì: uova sbattute e formaggio. Una volta, era quello che si chiamava il pasto dei poarì, quelli che non avevano la carne». Dopo aver ricevuto la comunione dal parroco, la festa è continuata: le figlie le hanno versato un dito di Prosecco e anche la «Centa» ha brindato ai suoi 102 anni di storia.



