Giovanni Toti, dalle Olimpiadi a Chiari per lo scudetto del badminton

Vincenzo Cito
Dopo Parigi, il clarense ha scelto di nuovo il Farco: «Negli ultimi tre anni ho gareggiato solo all'estero, sentivo il bisogno di tornare a casa. E punto a Los Angeles 2028»
Giovanni Toti durante uno dei match di Parigi 2024 - © www.giornaledibrescia.it
Giovanni Toti durante uno dei match di Parigi 2024 - © www.giornaledibrescia.it
AA

C’ è un’immagine della serie A di badminton che dice più di tante parole. Nel concentramento svoltosi nello scorso fine settimana a Chiari, con tre giornate di campionato disputate in un solo weekend, a un certo punto la squadra di casa ha affrontato il Modena che schierava Gargana Pavlova, Moh Imam Nurfasyah, Nicolas Ezequeil Oliva, Marcus Biaslev Rindshoej e Ailen Romina Oliva. E il Farco? Tutti ragazzi nati in casa o nei paesi vicini. Ne ha così tanti e così forti che si permette anche il lusso di prestarli ad altri club. Infatti, negli altri campi c’erano, con le maglie di Novi Ligure e Maracalagonis, anche Alessandro Gozzini e Matteo Massetti (originario di Urago d’Oglio), affrontatisi a novembre, proprio a Chiari, nella finale degli assoluti di doppio con vittoria del primo in coppia con Luca Zhou.

Titolo unico

Fiero della propria autosufficienza, il team bresciano ha reso dura vita agli avversari perdendo di una sola lunghezza (3-2) e per effetto degli altri risultati ora si trova al quarto posto della classifica, comunque in piena zona play off, in attesa del prossimo concentramento in programma il 9 marzo. Per carità, ognuno è libero di schierare chi vuole, così come consente il regolamento, che ora permette di utilizzare anche atleti col doppio passaporto. Chiari ha scelto un’altra strada in uno sport che esalta al massimo lo spirito di squadra, perché è il solo ad assegnare un unico titolo. Non c’è infatti uno scudetto per gli uomini e uno per le donne. Tutti concorrono in egual misura alle sorti del club. Le partite di campionato prevedono singolare maschile e femminile, doppio maschile, doppio femminile, e doppio misto. Ogni vittoria garantisce un punto in classifica e ce n’è uno aggiuntivo per chi si assicura il match. Tutti sono indispensabili.

La squadra

Il Chiari ha grandi ambizioni: qui la squadra in posa per una foto di gruppo - © www.giornaledibrescia.it
Il Chiari ha grandi ambizioni: qui la squadra in posa per una foto di gruppo - © www.giornaledibrescia.it

Chiari, da anni, si affida a un roster collaudato, le cui punte sono l’azzurro Enrico Baroni (23 anni), Martina Moretti (27 anni), tra le migliori doppiste italiane, e Chiara Passeri, originaria di Rudiano (23 anni) campionessa assoluta di doppio misto nel 2023. E poi è tornato lui, Giovanni Toti (che lo scorso 28 dicembre ha compiuto 24 anni) il più forte di tutti, il primo italiano a disputare l’Olimpiade in una gara individuale e a vincere una partita, prima di arrendersi al numero uno al mondo. È rientrato alla base – in prestito dal gruppo sportivo dell’Esercito –, non solo in segno di riconoscenza verso il club che lo ha lanciato, ma con un obiettivo ben chiaro: regalargli, nell’arco di qualche anno, lo scudetto. «Non c’è voluto molto per convincerlo – assicura il presidente Massimo Merigo –, in realtà non desiderava altro».

La popolarità

Giovanni si è lasciato alle spalle un’estate da urlo, con l’improvvisa popolarità conquistata grazie alla storica partecipazione olimpica. E anche per quel gesto di sensibilità verso Soren Opti, l’atleta del Suriname ritiratosi contro di lui al primo turno quando comunque il bresciano era già in vantaggio: accucciato davanti all’avversario Toti gli ha stretto la mano e l’ha consolato. «Ora, in Italia, qualche persona in più sa cosa sia il badminton – scherza –. O, almeno, spero. Di sicuro si è accesa una certa curiosità. Più o meno tutti, in spiaggia, hanno provato a scambiarsi il volano. Portato in palestra diventa un vero e proprio sport, che richiede anni di preparazione per arrivare ad alti livelli».

Ritorno a casa

Lui ha sacrificato l’adolescenza con la scelta, già in tenera età, di trasferirsi al centro federale di Milano per potersi allenare tutti i giorni. La necessità di disputare tornei internazionali per entrare nel ranking dei migliori lo ha portato a una situazione paradossale. «Negli ultimi tre anni ho gareggiato solo all’estero – racconta Toti –. La scelta di rientrare a Chiari è nata anche dall’esigenza di tornare a respirare aria di casa, ne sentivo tanto il bisogno». Dopo l’esordio nel primo concentramento a Malles (Bolzano), l’emozione di riabbracciare il pubblico di casa nell’ultimo fine settimana a Chiari, chiuso con 5 vittorie, una nel singolare e le altre in coppia con Enrico Baroni e Chiara Passeri. Giovanni è attivissimo anche sui social, per diffondere la conoscenza del badminton in Italia. Presto lo vedremo su Instagram nello show con uno dei vincitori di Masterchef. Il suo pensiero però corre già a Los Angeles 2028. «Mi aspettano anni di duro lavoro per meritarmi un’altra chance. Ma ora che ho provato cosa vuol dire disputare un’Olimpiade, darò l’impossibile per rivivere quella magica esperienza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.