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Erasmus, dalla Spagna a Brescia per studiare la scuola italiana

Stefano Archetti
La professoressa spagnola Rosa Panosa all’Ic Nord 1 di Brescia: «Colpita dal livello d’inclusione»
La professoressa Rosa Panosa ospite dell'IC Nord 1
La professoressa Rosa Panosa ospite dell'IC Nord 1
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Una settimana a Brescia per conoscere la didattica italiana e metterla a confronto con quella spagnola nell’ambito del progetto Erasmus «Job Shadowing». È l’esperienza vissuta da Rosa Panosa, docente di tecnologia di scuola secondaria (frequentata da alunni dai 12 ai 16 anni) all’Istitut Jaume Vicens Vives di Girona in Spagna, che è stata ospite nei giorni scorsi dell’Istituto comprensivo Nord 1 di Brescia.

Le attività

L’insegnante ha partecipato a numerose attività proposte dai colleghi italiani nell’ambito del coding, programmazione: da percorsi motori in palestra ai passi necessari per realizzare un vestito sostenibile, dall’utilizzo di Bee-Bot, un robot per bambini, al programma di coding con l’AI, passando per la creazione di origami e di un robot Lego, l’utilizzo di Micro:bit, una placca creata dalla Bbc con un facile software di programmazione, percorsi di motricità per i bambini della scuola dell’infanzia, programmi specifici per studenti Nai, che non conoscono la lingua italiana, o con bisogni educativi speciali.

E proprio la capacità di sostegno e inclusione della nostra scuola è stato uno degli aspetti più apprezzati da Rosa Panosa, che ha invece riferito di difficoltà nel seguire i bambini con disabilità nel contesto in cui lavora nel suo Paese.

L’entusiasmo

Un altro aspetto della didattica italiana che l’ha colpita è «come l’educazione civica venga insegnata in maniera trasversale all’interno delle materie con progetti bellissimi». Tra questi cita il Museo 28 maggio, allestito all’interno dell’omonima scuola primaria che raccoglie riflessioni di docenti e studenti sul terrorismo.

Rosa Panosa è stata così entusiasta della sua esperienza bresciana che ha deciso di prolungarla di qualche giorno per visitare una città a lei sconosciuta. «Brescia è molto bella – ha commentato –. Credo che col tempo diverrà sempre più turistica» e, ribadendo la forza dell’Erasmus, promette un ritorno: «Voglio tornare perché ho ancora molto da vedere».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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