Cure a domicilio: «Per mia madre la casa resta il posto migliore»

«Mia madre ha 82 anni, non è più completamente autonoma ma sta ancora bene e, soprattutto, può stare a casa sua grazie all’aiutante che viene messa a disposizione dal Comune». A raccontarlo è il figlio di una donna residente a Sarezzo, seguita dal Servizio di assistenza domiciliare (Sad). Una scelta che, spiega, ha permesso di mantenere un equilibrio prezioso tra bisogno di aiuto e qualità della vita». La signora è semi autosufficiente: riesce a svolgere alcune attività quotidiane, ma necessita di supporto nella cura della persona e nella gestione di alcuni momenti della giornata.
La testimonianza
«Il Sad la segue con regolarità – racconta il figlio –. Gli operatori sono puntuali, preparati e hanno costruito con lei un rapporto di fiducia. Per noi è una sicurezza». Restare nel proprio ambiente familiare fa indubbiamente la differenza. «A casa ha le sue abitudini, i suoi spazi, i ricordi, e questo le dà serenità e la aiuta a restare attiva - continua l’uomo –. Con l’assistenza domiciliare riesce a condurre una vita molto simile a quella che aveva quando era completamente autosufficiente».
Anche per la famiglia il servizio rappresenta un sostegno concreto, dal momento che sapere che non è sola e che c’è una rete attorno a lei permette ai figli di conciliare lavoro e presenza. Per il figlio della signora il Sad è una risposta che guarda oltre l’emergenza. «Finché sarà possibile, crediamo che per lei la casa resti il posto migliore. E, grazie a questo servizio, oggi lo è davvero».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
