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ChatGpt diventa «teen»: così l’AI prova a proteggere gli adolescenti

OpenAI ha iniziato il rollout dell’esperienza dedicata ai 13-17 anni: più protezioni, strumenti per lo studio e nuovi controlli parentali. Ma quanto possono davvero intervenire i genitori? Ecco cosa cambia per ragazzi e famiglie
Alice Resconi
ChatGpt for Teens
ChatGpt for Teens

L’intelligenza artificiale prova a diventare un po’ più «a misura di adolescente». OpenAI ha annunciato il 18 agosto ChatGPT for Teens, una nuova esperienza di ChatGPT pensata per gli utenti tra i 13 e i 17 anni, con protezioni di sicurezza rafforzate, strumenti dedicati all’apprendimento e nuovi controlli a disposizione dei genitori. L’obiettivo dichiarato è accompagnare i ragazzi nell’uso dell’IA, aiutandoli a imparare, sviluppare il pensiero critico e approfondire ciò che studiano, senza rinunciare a maggiori garanzie rispetto a quelle previste per gli utenti adulti.

La novità si inserisce in un percorso che OpenAI aveva già avviato nei mesi scorsi. Il 20 gennaio 2026 l’azienda ha iniziato a distribuire un sistema di previsione dell’età capace di stimare se un account appartenga probabilmente a una persona con meno di 18 anni, così da poter applicare automaticamente l’esperienza e le protezioni previste per gli adolescenti. Il sistema considera una combinazione di segnali legati all’account e al suo utilizzo.

È proprio qui che ChatGPT for Teens apre una questione che va oltre il semplice lancio di una nuova funzione: per proteggere i minorenni, l’intelligenza artificiale deve prima provare a riconoscerli. E se stabilire l’età di una persona non è sempre semplice nemmeno per un essere umano, diventa interessante capire quali segnali utilizzi un algoritmo, quali protezioni faccia scattare e quanto sia affidabile questa distinzione.

La missione di OpenAI

Dietro ChatGPT for Teens c’è OpenAI, azienda nata nel 2015 e oggi impegnata nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale. La missione dichiarata dall’azienda è garantire che l’intelligenza artificiale generale, l’AGI, porti benefici a tutta l’umanità. È una visione che OpenAI richiama anche nel presentare il progetto dedicato agli adolescenti, dove il tema della sicurezza viene affiancato a quello dell’apprendimento e della possibilità di utilizzare l’AI in modo consapevole, ricercando un equilibrio tra le possibilità offerte dalla tecnologia e i rischi legati a un pubblico ancora in fase di sviluppo.

La limitazione dei contenuti dannosi

La prima differenza rispetto all’esperienza destinata agli adulti riguarda la sicurezza. Per gli utenti under 18, OpenAI ha previsto protezioni specifiche che hanno l’obiettivo di ridurre l’esposizione a contenuti potenzialmente dannosi o non appropriati per la loro età. Non si tratta soltanto di bloccare determinate richieste: il modello è stato progettato per adottare limiti più stringenti proprio nelle situazioni considerate più delicate.

Le aree interessate sono diverse e comprendono, tra le altre, l’autolesionismo, la violenza, i disturbi alimentari e i rischi legati all’immagine corporea, le attività pericolose e i contenuti sessuali espliciti o grafici. OpenAI indica inoltre tra le protezioni i limiti sui giochi di ruolo a contenuto sessuale, romantico o violento e sulle challenge che potrebbero incoraggiare comportamenti rischiosi. L’obiettivo non è rendere ChatGPT semplicemente più «chiuso» per i ragazzi, ma adattare il comportamento dell’AI alla loro età, cercando di lasciare spazio all’apprendimento, alla creatività e all’esplorazione.

È importante, però, non confondere queste salvaguardie con una garanzia assoluta. OpenAI stessa riconosce che nessun sistema è perfetto: le protezioni servono a ridurre la probabilità che ChatGPT produca contenuti inappropriati, ma non possono assicurare che ogni risposta sia sempre adeguata. Per questo l’azienda sta anche lavorando su valutazioni specifiche per misurare il comportamento dei modelli nei casi più delicati che riguardano gli adolescenti e migliorare nel tempo l’efficacia delle protezioni.

Dipendenza emotiva e uso eccessivo

C’è poi un rischio meno evidente di un contenuto violento o sessuale, ma altrettanto importante: quello che l’intelligenza artificiale possa diventare una presenza emotivamente troppo importante nella vita di un adolescente.

Un chatbot è sempre disponibile, risponde subito e può assumere un tono personale e comprensivo. OpenAI ha rafforzato dunque le protezioni pensate per evitare che ChatGPT incoraggi una dipendenza emotiva, contribuisca all’isolamento o si sostituisca alle relazioni nel mondo reale. Per gli utenti più giovani, il sistema non dovrebbe utilizzare un linguaggio romantico, incoraggiare un legame di dipendenza né suggerire di avere sentimenti o una propria coscienza. L'obiettivo è mantenere più netta la distinzione tra un assistente digitale e una persona reale, rafforzando al tempo stesso il rapporto dei ragazzi con genitori, amici, insegnanti e altre figure di fiducia.

La stessa attenzione riguarda anche il tempo trascorso davanti allo schermo. OpenAI ha introdotto promemoria che invitano a fare una pausa durante le sessioni più lunghe per aiutare l'utente a fare ciò che deve fare e poi tornare alla propria vita.

ChatGPT come strumento didattico

L’altro pilastro di ChatGPT for Teens è l’apprendimento. L’idea è permettere ai giovani di utilizzare l’AI non per avere rapidamente una risposta, ma per capire come arrivarci. In questa direzione si inserisce la Modalità studio, già disponibile in ChatGPT e ora integrata anche nell’esperienza per adolescenti: invece di limitarsi a risolvere un esercizio, il sistema può fare domande, guidare il ragionamento passo dopo passo, spiegare un concetto a diversi livelli di difficoltà e verificare che lo studente abbia davvero compreso.

Il principio è quello di un apprendimento più attivo: ChatGPT può chiedere allo studente che cosa sa già, dove si è bloccato e quale passaggio proverebbe a fare, arrivando alla soluzione insieme a lui. Può inoltre aiutare a ripassare appunti e materiali, preparare domande per una verifica o costruire esercizi di allenamento. La Modalità studio può essere impostata anche come modalità predefinita dal genitore.

C’è poi un altro elemento specificamente pensato per evitare che l’AI diventi una scorciatoia per i compiti: i promemoria responsabili per i compiti. Quando un adolescente sembra cercare la risposta pronta, ChatGPT può indirizzarlo verso un approccio più orientato all’apprendimento, diventandone strumento di supporto anziché sostituirlo.

Il ruolo dei genitori

Il ruolo dei genitori entra in gioco attraverso una serie di controlli che permettono di personalizzare l’esperienza del figlio senza trasformare ChatGPT in uno strumento di sorveglianza. Dopo aver collegato il proprio account a quello dell’adolescente, il genitore può intervenire su alcune impostazioni, tra cui la possibilità di generare immagini, utilizzare la modalità vocale e attivare o disattivare la memoria. Può inoltre impostare le Quiet Hours, cioè fasce orarie durante le quali ChatGPT non può essere utilizzato, oppure le Study Hours, intervalli in cui le nuove conversazioni vengono avviate direttamente in Modalità studio.

Il controllo, però, ha un limite preciso: il genitore non può leggere le conversazioni del figlio e non può monitorare in tempo reale ciò che sta facendo sulla piattaforma. In questo modo, OpenAI fornisce agli adulti alcuni strumenti per stabilire le regole di utilizzo, lasciando al ragazzo uno spazio di autonomia. Esiste tuttavia un’eccezione legata alla sicurezza: in circostanze limitate, se i sistemi di OpenAI rilevano segnali di una possibile situazione grave, il genitore può ricevere una notifica. help.openai.com

La stima dell’età

Ma come fa ChatGPT a capire se dall’altra parte dello schermo c’è un adolescente? La risposta non è soltanto nella data di nascita inserita dall’utente. OpenAI ha sviluppato un sistema di «age prediction», cioè di previsione dell’età, che prova a stimare se un account appartenga a una persona con meno di 18 anni.

Il modello prende in considerazione una combinazione di segnali legati all’account e alle modalità di utilizzo per esempio, può analizzare gli argomenti generali delle conversazioni, i momenti della giornata in cui ChatGPT viene utilizzato, come e quando viene usato l’account e da quanto tempo esiste. Se il sistema ritiene probabile che l’utente sia minorenne, vengono applicate automaticamente le protezioni previste per gli adolescenti.

Il sistema, però, può sbagliare. Per questo OpenAI prevede la possibilità per un adulto identificato erroneamente come minorenne di verificare la propria età e ripristinare l’esperienza per adulti. La verifica viene effettuata attraverso Persona, un servizio esterno utilizzato da OpenAI. A seconda del Paese, può essere richiesto un selfie dal vivo oppure un documento d’identità.

C'è, infine, un aspetto particolarmente rilevante per gli utenti italiani: il sistema di previsione dell’età è in fase di distribuzione globale, ma OpenAI ha annunciato che in Europa sarà introdotto solo nelle prossime settimane, tenendo conto dei requisiti normativi previsti dall’Unione europea. Chi si trova in Italia e riceve una richiesta di verifica dell’età ha 60 giorni per completarla: trascorso questo periodo, alcune funzionalità possono essere disabilitate fino alla verifica.

Cosa cambia per gli adolescenti italiani

L’idea di OpenAI è che ChatGPT non diventi un prodotto completamente diverso, ma un’esperienza con regole e protezioni adattate all’età. Un ragazzo tra i 13 e i 17 anni può continuare a utilizzare l’intelligenza artificiale ma si trova davanti a limiti più stringenti. A questo si aggiungono gli strumenti che possono essere gestiti dai genitori.

A cambiare, insomma, non sono tanto le attività che un adolescente può svolgere con ChatGPT, quanto il modo in cui il sistema dovrebbe comportarsi nei suoi confronti. È un cambio di prospettiva significativo: l’AI non viene più pensata come uno strumento uguale per tutti, ma come un servizio che prova ad adattare le proprie risposte e le proprie salvaguardie in base a chi lo utilizza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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