Ha 71 anni, è il presidente del circolo Acli di Castenedolo e ha percorso 1.500 km lungo tutta l’Italia per portare un messaggio di pace e di giustizia sociale. Angelo Scaroni ha compiuto in due mesi un’impresa durissima che per lui ha rappresentato il superamento di tanti limiti fisici e psicologici.
In cammino
Con una media di 30 km al giorno, ha compiuto da solo un viaggio che lo ha visto attraversare Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Puglia; ha incontrato centinaia di persone con le quali si è confrontato, ha dialogato, ha pregato, ha condiviso pensieri e sogni per un mondo più giusto ed equo. Solo uno zaino in spalla e qualche contatto per avere un alloggio durante il percorso, il resto è venuto da sé, con tanta buona volontà, fatiche e sacrifici.
Non sono mancati alcuni problemi di salute: «Mentre camminavo – racconta – non avevo distrazioni: incontravo le persone, le guardavo negli occhi e ci confrontavamo su piccole e grandi questioni. Raccontavo il mio mondo fatto di volontariato, associazionismo e attivismo. I miei interlocutori condividevano parte del loro vissuto e spesso questo scambio avveniva davanti a un bicchiere di vino o una tavola apparecchiata. Ho trovato ospitalità, ascolto e gentilezza, al di là di stereotipi, pregiudizi o egoismi che spesso vengono veicolati da social e mass media. Ho scoperto un’umanità bella, disposta a mettersi in gioco e ad aiutare».
Il bilancio
Il viaggio di Angelo è terminato a Santa Maria di Leuca, completato con la visita alla tomba di don Tonino Bello. «Forse sono un sognatore ma, ciò che mi ha spinto ad attraversare l’Italia è stata la volontà di manifestare l’importanza di una pace che possa arrivare a tutti nel mondo – spiega –. Tante le esperienze che mi porto nel cuore, tra queste mi hanno colpito molto alcune realtà del Sud Italia dove la sera le persone si ritrovano ancora nei cortili: qualche seggiola, quattro chiacchiere e tanta semplicità autentica. Mi ha ricordato Castenedolo cinquant’anni fa e ho rivissuto con un po’ di nostalgia questo incontro con l’altro. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno supportato in questa esperienza».



