Cominciò la bisnonna Rosa nel 1930, quando la posta si consegnava ancora in bicicletta. È trascorso quasi un secolo e il testimone è passato al bisnipote di Rosa, Andrea, che rappresenta la quarta generazione di portalettere in famiglia. Dopo la bisnonna, ci fu il nonno Andrea e poi il papà Rosario. Quattro generazioni vissute, tra nord e sud, in Poste Italiane. Da Palermo a Brescia. Una storia fatta di tanta passione, impegno e ricordi. Andrea Scalavino fa il postino a Brescia. Un portalettere ormai tecnologico, dotato di palmare. Ma il suo amore per il mestiere ha radici antiche che risalgono a primi decenni del Novecento.
Un mestiere di famiglia
«La storia di Poste italiane con la mia famiglia inizia con la mia bisnonna Rosa, a Palermo – racconta –. Lavorò come portalettere e poi in ufficio. Dopo numerosi anni di servizio, ha lasciato il testimone a mio nonno, da cui ho preso il nome, che ha fatto per lunghi anni il postino sempre a Palermo. Non c’erano i campanelli e quindi mio nonno gridava i cognomi dei destinatari per avvisare che c’era posta. Arrivavano le lettere degli emigranti e all’interno c’era sempre una sigaretta per il portalettere. Divenne poi responsabile della sala portalettere». Poi è toccato al papà di Andrea, ora in pensione – nel frattempo la famiglia si era trasferita nella nostra città – che ha preso servizio a Brescia proprio nel Centro distribuzione di Brescia Recapito Dalmazia, cuore nevralgico da dove i portalettere partono per consegnare la posta in città e in sei Comuni dell’hinterland.



