Giuliano Rossini, imprenditore che aveva sotterrato 15 milioni di euro nel suo giardino di Gussago, ci aveva provato con il letame. Senza successo. Un gruppo criminale cinese aveva invece usato l’ammorbidente di una lavatrice, con lo stesso risultato. E allo stesso modo sono finiti tanti tentativi fatti con lo shampoo oppure con il profumo. Il cane ha indicato senza esitazione il nascondiglio e gli uomini in divisa hanno trovato i contanti: inutile coprire il loro odore.
L’«arma in più»
Il fiuto di Yakisoba, il cash dog della Guardia di Finanza in servizio alla Compagnia di Orio al Serio, è davvero eccezionale. Unito alla sua prestanza fisica, è un pastore tedesco a pelo grigio di quasi cinque anni, rappresenta l’arma in più delle Fiamme Gialle per contrastare l’utilizzo illecito di contanti. Una necessità perché «il traffico transfrontaliero di valuta è un indicatore di altri reati come corruzione, riciclaggio, concussione, evasione fiscale, contrabbando – spiega il capitano Chiara Evangelista, comandante della Compagnia di Orio al Serio – nel solo 2025 abbiamo intercettato oltre 6,2 milioni di euro in aeroporto, in 16 diverse valute».
Il fiuto di Yakisoba si è fatto conoscere al punto che «spesso ci viene richiesto in appoggio alle perquisizioni degli altri reparti della Finanza in Lombardia e in tutto il Nord Italia», conclude Evangelista. Il cash dog, attualmente in servizio in Lombardia, è nato e preparato nel centro di addestramento e allevamento della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago (Perugia) e in seguito è stato affidato al finanziere scelto Lucrezia Camarlinghi, che ne è il conduttore: i due sono sempre in turno insieme.
Yakisoba vive nel canile all’interno dell’aeroporto, con box interno ed esterno e spazio di sgambamento. I turni di servizio sono di sei ore e prevedono attività di accudimento, addestramento e affiatamento e poi, in concomitanza con la partenza o l’arrivo dei voli ritenuti più a rischio, cane e conduttore sono schierati nella zona dell’aeroporto appena dopo i controlli di sicurezza, dove si trova la «linea valutaria» ossia il limite oltre il quale non è possibile, senza averlo dichiarato, portare più di 10mila euro.

Borse sospette
«Quando il cane segnala una borsa sospetta e c’è il riscontro dalla perquisizione, viene avviata una immediata verifica in tutte le banche dati sulla persona che la aveva addosso e su chi viaggiava con lui – spiega ancora l’ufficiale –. Nel caso in cui la somma sia di provenienza lecita viene applicata una sanzione proporzionale alla somma, ma se ci sono pendenze con il fisco il denaro finisce direttamente nel fondo unico di giustizia, come recupero diretto delle imposte evase». Allo stesso modo, se emerge un possibile profilo criminale del soggetto, il denaro viene trattenuto in attesa di ulteriori indagini.
Solo nel turno di lunedì mattina Yakisoba ha individuato quattro borse con grosse somme di contanti per un totale di 63mila euro e generato sanzioni per oltre seimila. «Ci concentriamo sui voli extra-Schengen. Il profilo più comune è quello di imprenditori di origine straniera che cercano di portare in patria denaro guadagnato in nero».
L’addestramento
Il luogotenente Antonio Mudu da oltre 30 anni si occupa delle unità cinofile della Guardia di Finanza ed è il responsabile del nucleo di Orio al Serio. Insieme ai colleghi gestisce cani antidroga e antitabacco. «I cani vengono prima selezionati in base al carattere. Non devono avere paura dell’altezza, dei rumori e della folla. I cani del nostro allevamento che non superano la prima fase dell’addestramento vengono messi all’asta», racconta.

La Finanza ha linee riproduttive di pastori tedeschi, labrador, golden retriver e border collie «ma abbiamo accolto anche dei meticci». Per la specialità antivaluta «la Banca d’Italia ci fornisce blocchi da 10mila euro di banconote triturate. È cartamoneta ritirata dalla circolazione e poi lavata e sterilizzata per eliminare ogni altro odore e lasciare solo quello della speciale carta che viene usata e degli inchiostri. Fin da cucciolo ogni cane ha la sua pallina e il suo manicotto, che diventano i suoi giochi preferiti, e che sono stati associati ai blocchi di banconote. Yakisoba è un cane di 40 chilogrammi con un carattere esuberante e una muscolatura molto sviluppata, vuole sempre giocare e per lui trovare banconote significa ottenere un premio. Quando sente il denaro si alza sulle zampe posteriori e indica la borsa, e il conduttore interviene».
Lucrezia Camarlinghi spiega che «l’odore delle banconote è più volatile di quello della droga o del tabacco. L’addestramento deve essere ancora più preciso. Yakisoba è certificato per 10mila euro ma individua senza difficoltà anche somme minori. È stato scelto anche per il carattere che ha manifestato con le persone, opera senza problemi nel terminal affollato».




