Sotterrarono milioni di euro in giardino, spunta una nuova maxi evasione

A maggio in aula i coniugi di Gussago per i quali la Procura ha disposto un sequestro da 33 milioni
Un tesoretto in giardino: sotto terra i coniugi avevano nascosto 15 milioni di euro - © www.giornaledibrescia.it
Un tesoretto in giardino: sotto terra i coniugi avevano nascosto 15 milioni di euro - © www.giornaledibrescia.it
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Dalla Franciacorta la loro storia aveva fatto il giro d’Italia. E per tutti Giuliano Rossini, 50 anni da compiere, e la moglie Silvia Fornari, 43 anni, sono diventati i coniugi dei soldi sotterrati.

La Guardia di Finanza trovò oltre 15 milioni di euro nel terreno della villa di famiglia a Brione. Un tesoro illecito, frutto di un vorticoso giro di fatture false che avrebbe superato il mezzo miliardo di euro, nascosto sotto terra in pozzetti poi memorizzati con tracciati Gps, unica strada per ritrovare i pacchetti di soldi - in banconote da 50, 100 e 500 euro - che erano stati sigillati per evitare il contatto con l’umidità. Era stato inquadrato come un affare di famiglia: oltre a marito e moglie finirono in arresto il figlio 20enne, oltre alla zia materna. Tutti insieme, con ruoli chiari, a comandare da un casolare a Gussago un incredibile giro di conti correnti all’estero. Alla fine per quei milioni nascosti sotto il prato all’inglese, marito e moglie sono stati condannati a quattro anni di carcere per evasione, ma i guai non sono finiti.

La richiesta milionaria

Oggi entrambi sono agli arresti domiciliari – in case seprate tra Gussago e il lago di Iseo – e qualche mese fa erano stati coinvolti in un’inchiesta della Procura di Vicenza per triangolazioni con la Cina a colpi di fatture false, il vero business dei Rossini, adesso al centro di un altro caso.

Nelle scorse settimane infatti il pm bresciano Claudia Passalacqua ha disposto un sequestro nei loro confronti fino all’ammontare di 33 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno fin qui bloccato 850mile euro tra polizze assicurative e contanti, ma la caccia al denaro sottratto al Fisco non si ferma da parte dei finanzieri convinti che quanto fin qui venuto alla luce sia solo una parte, addirittura minima, dei fondi neri creati in anni di illeciti .

Nuova udienza

Per i coniugi della Franciacorta c’è in agenda un nuovo appuntamento in tribunale. Saranno infatti in aula il prossimo 14 maggio per l’udienza preliminare davanti al gup Cesare Bonamartini. Sono accusati ancora una volta di evasione fiscale e fatture per operazioni inesistenti nel periodo 2021-2023. La Procura ha chiesto il processo anche per altre cinque persone, tra cui anche un uomo che risulta ricoverato da tempo in una comunità di recupero.

Ufficialmente sono tutti titolari e amministratori di diritto di società, ma in verità sarebbero prestanome in attività di fatto gestite da Giuliano Rossini e dalla moglie Silvia Fornari ritenuti come in passato «veri e propri dominus» degli affari illeciti. Contestata a vario titolo l’evasione di imposte Ires e Iva e dalla ricostruzione degli investigatori sono emerse fatture false per oltre cento milioni di euro. Per evitare gli accertamenti di finanzieri i sette indagati avrebbero anche distrutto o occultato tutta la documentazione contabile per il periodo di imposta finito sotto i riflettori della magistratura. «Così - si legge dagli atti - da non consentire la ricostruzione di redditi e volume d’affari». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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